Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
anno <1967>   pagina <247>
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Elezioni e partiti a Padova ''óó-O 247
per ispirazione di Alberto Mario, sciolse un debito di gratitudine eleggendo Garibaldi* ~~?
Mario. Andreuzzi, Giuriati passavano guardali con occhio torvo dagli onnipotenti e bastava una parola di rimpianto a Custoza e Lissa, un sarcasmo sulla cattiva volontà del Governo nella campagna trentina, sul famoso coprite Brescia di Lamarmora a Garibaldi, per farsi chiamar traditori.
L'entusiasmo non ammetteva censori il malcontento era un delitto di lesa patria . Io che scrivo, nel 1866, ispirato dal desiderio di giovare al movi­mento nazionale colla diretta partecipazione del popolo, aveva voluto formare le bande sulle Alpi venete, composte di nostri volontari; io aveva dovuto ricorrere all'appoggio dei Comitati, e lo aveva ottenuto, è vero, completo ed efficace senza di essi non avrei potuto nulla .J) Cosi scriveva Carlo Tiva­roni,2) democratico di Padova, in un opuscolo del 1874 che dietro la passione politica lascia già trasparire l'acutezza di un'analisi storica. Il ruolo dei Comi? tati segreti, se pur con una certa unilateralità democratica, vi è già delineato. Pure, la contrapposizione tra moderatismo dei Comitati ed emigrazione demo­cratica non basta a penetrare la complessità di talune situazioni locali. A Padova, oltre al Comitato, oltre ai giovani emigrati come il Tivaroni, v'erano i Caval­letto e i Meneghini, dirigenti dell'emigrazione, ma moderati e fedelissimi al Governo del Re. E d'altra parte il Comitato segreto, se aveva espresso a livello di dirigenza personalità molto vicine al rigido unitarismo del Cavalletto (Co­letti, Legnazzi), includeva tuttavia, specialmente attraverso le istituzioni colle­gate (Gabinetto di Lettura, Società d'Incoraggiamento), quei maggiorenti, quelle glorie cittadine che gli avevano conferito certe sue inflessioni municipalistiche e conservatrici. La giovane emigrazione, in quanto tale, non esercitò nel '66 alcun peso politico di rilievo. Vi erano infine i pochi uomini maturi, non aggregati ai Comitati Massimiliano Callegari, o Lauro Bernardi, ad esem­pio i che erano rimasti in disparte per dissensi politici; ma che entravano ora nella vita politica attiva, iniziando una lunga polemica da sinistra sui reali meriti dei Comitati e, più tardi, sul palio degli impieghi e delle cat­tedre che si sarebbe verificato dopo la liberazione.3)
Queste prime differenziazioni cominciavano a manifestarsi durante la reg­genza del commissario del re Gioacchino Napoleone Pepoli (23 luglio-10 di­cembre 1866), favorite naturalmente dal nuovo clima di libertà politica ma anche stimolate dall'atteggiamento del commissario e, attraverso di lui, del governo. Il marchese Pepoli, che aveva assunto il 23 luglio il governo della provincia, *) non era certamente nuovo al mestiere di annessore , date le
i) C. TIVARONI, Le elezioni politiche cit pp. 2-4.
2) Carlo Tivaroni, nativo di Zara ma stabilitosi a Padova ancora fanciullo, volontario a sedici mini nei 1859, esule fino al 1866, fu poi per molti anni uomo politico di parte progressista e, più tardi, apprezzato storico del Risorgimento. V. VALTER MATURI, Interpretazioni del Risorgimento, Torino, 1962, pp. 350 sgg*
8) Dopo il 1866 l'opposizione patavina si presenta alquanto composita, an­dando riu posizioni di sinistra costituzionale, alla K utilizzi, (ino a un vago mazzi* ninne*imo. A indicarla nel suo insieme, e solve le ulteriori specificazioni clic si ren­dano necessarie, valga il termine < progressisti , che è anche il più corrente nella letteratura politica dell'epoca,
*) A. S. Pn PBKPBTTOBA, butta 847 (Affari politici), fase. 5. H ministro dell'In­terno al Pepoli, 20 loglio 1866. La nomina del Pepoli era avvenuta il 18 luglio.