Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
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1967
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Elezioni e partiti a Padova *66-'70 251
molto corrente nella slampa politica cittadina, veniva usato nel 1866 in questa sua accezione originaria e in polemica con l'emigrazione moderata veneta e i suoi sostenitori. Più Lardi, dopo la ricomposizione del partito moderato a Pa-dova esso avrebbe avuto una evoluzione del tutto analoga a quella incontrata in campo nazionale. Consorteria avrebbe significato semplicemente Destra , o partito moderato, con un accento particolare sulla caratteristica consortile di gruppo chiuso e oligarchico, aristocratico e conservatore.
4. - Il 18 settembre 1866 si costituiva a Padova il Circolo Politico Popolare, per opera di vari personaggi tra i quali Massimiliano Callegari, Marco Fuà, Felice Alvisi, Emilio Morpurgo, Antonio Emo Capodilista, Antonio Tolomei. La sera stessa veniva approvato il programma politico: Fanno parte del circolo esso diceva tutti i cittadini elettori, quelli che appartengono alla Guardia Nazionale, e i promotori e socii delle società operaie...
Lo scopo dell'associazione è di far palese al Governo il voto della maggioranza del partito liberale sui fatti politici più importanti e mantenere una legittima influenza sulle deliberazioni del Consiglio Comunale e Provinciale...
Discutere e presentare agli Elettori le liste dei Candidati pei Consigli comunali e per la Camera.
Combattere ogni reazione e particolarmente la clericale e sostenere con tutti i mezzi materiali e morali l'istruzione popolare e la stampa.
Promuovere nei luoghi principali della provincia circoli popolari permanenti, o Comitati elettorali dichiarando socii onorari del circolo popolare padovano i socii dei circoli che accetteranno lo stesso statuto .*) Il Circolo nasceva pertanto come associazione a fini politici generali e a carattere, per così dire, interpartitico, come dimostra la presenza tra i fondatori del Callegari progressista del Morpurgo e del Tolomei conservatori moderati dell'Emo Capodilista ex-emigrato. Unica base comune, la generica adesione al regime monarchico e costituzionale; unica preclusione, quella ai clericali. Per la verità, nei mesi successivi il Giornale di Padova avrebbe sovente messo in guardia i liberali dai paolotli >, neri, clericali, retrivi, tramanti nell'ombra e pronti a intrufolarsi nelle nuove istituzioni. L'assenza di nomi e di riferimenti precisi può far pensare che si trattasse, per lo più, solo d'un bersaglio polemico: e tuttavia, se si pensa alla forte tradizione cattolica del Veneto; se si considera che il gruppo dei conservatori moderati si poneva in questo momento come custode e difensore delle tradizioni patavine, si deve ammettere che esso ospitasse in qualche misura anche degli elementi clerico-moderati. Molti avvenimenti successivi, d'altronde, confermano queBta ipotesi.
Influenze cattoliche a parte, il Circolo Popolare voleva essere soprattutto l'associazione dei liberali d'ogni tendenza, in una prospettiva di concorde unità. Non vi riusci che per poco tempo. A un mese dalla sua costituzione, esso affrontava unitariamente la sua prima scadenza politica, il plebiscito: ma, appena una settimana dopo, veniva posto in crisi dal risultato delle, elezioni amministrative. Dopo d'allora, il Circolo andò sempre più caratterizzandosi come l'organo della convergenza tra progressisti e conservatori moderati, tra rossi >
i) Corriere della Venezia 19 settembre 1866. Il Corriere della Venezia quotidiano di tendenza cautamente democratica e irredentistica, era diretto da Leone Forti triestino e Luigi Gaudio di Padova . Pubblicato a Padova nel periodo 12 ugosto-80 settembre 1866, si trasferiva successivamente n Venezia.