Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
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1967
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Raffaele Vergturi
della città e specialmente sulle porte delle chiese una epigrafe cosi concepita: Noi Federico Manfredini'- Vescovo di Padova ET Tutti i nostri dipendenti Vogliono L'Italia una Con Roma capitale E Vittorio Emanuele II Per Re . *) Un mese dopo, l'il ottobre, il vescovo si rivolgeva direttamente ai parroci: A (lì ne di assecondare il desiderio a Noi da moltissimi manifestato, che l'autorevole ed efficace voce dei Pastori dell'anima risuoni anch'essa in mezzo alle popolazioni, e faccia eco alle brame già da queste espresse, Noi indirizziamo la presente a tutto il Venerando Clero Curato di questa Città e Diocesi, e lo invitiamo ad unirsi esso pure perché il comune voto venga satisfatto.
A tale eccitamento specialmente Ci siamo determinaci dalla ferma speranza che Ci deriva dal primo articolo dello Statuto, qui pur promulgato, essere cioè la Religione Cattolica, Apostolica, Romana la sola religione dello Stato, per cui Ci è fatta sicurtà che la chiesa debba rimaner libera nella sua sfera d'azione, onde poter compiere tranquillamente la grande missione ad essa affidata da Cristo...
Unitevi meco, o Venerabili Fratelli, e invitate pure il gregge a Voi soggetto ad indirizzare al Signore una fervorosa preghiera, perché dalle superne sedi splenda sempre la sapienza divina, ed accompagni in tutte le sue azioni il nostro re Vittorio Emanuele II.-* I conservatori patavini, alieni per tradizione e temperamento dai grandi scontri tra Stato e Chiesa, felici anzi di poter instaurare, quando possibile, una equa collaborazione con le autorità ecclesiastiche, accoglievano calorosamente queste profferte. Il podestà Francesco De Lazara, all'antivigilia del plebiscito, chiedeva al vescovo che le. campane delle chiese si associassero alla gran campana del municipio quando questa avrebbe annunciato, il mattino, la partenza delle commissioni incaricate di raccogliere i voti 8) Negli stessi giorni il De Lazara. in una lettera ai parroci, aggiungeva le sue proprie pressioni a quelle del Manfredini, affinché essi spingessero al voto taluni non bene istrutti, non bene diretti , adoperandosi coll'impegno del buon Pastore e col sentimento di vero amor di Patria, al compimento di questo sacro dovere .4)
Persino i liberali moderati anticlericali non disdegnarono in questa
1) Corriere della Venezia, 14 settembre 1866. Il Mancai assicura però che la iscrizione era apocrifa, e che entro pochi giorni essa fu ricoperta con striscioni della < società dei paolotti (A, MANETTI, Cronaca di Padova, cit., I, e. 501 v.). Fin dal 23 luglio, comunque, il Manfredini era andato a far omaggio al Popoli col tricolore appuntato sul petto, e dopo d'allora i rapporti tra il vescovo e il commissario regio erano ulteriormente migliorati (ibidem, ce. 497 v., 499 r.-v.).
2) Lettera circolare a stampa del vescovo Federico Manfredini Al Venerando Clero Curato della Città e Diocesi di Padova, in Villa di Lnvigliano, 11 ottobre 1866.
8) A. S, P Comune di Padova, busta 2471, fase. 8-149. Il podestà al vescovo, 18 ottobre 1866.
*) A. S. P., toc. cit.: il podestà Ai molto Reverendi Parroci della Città di Padova, s.d. Vescovo e. sacerdoti s'adoperarono infatti con attiva solerzia olla buona riuscita del plebiscito f MÀNBITU Cronaca di Padova, cit* I. e. 504 v. e II, fio. 8 r.-v.Ji Alla vigilia della gronde giornata il Popoli poteva quindi telegrafare al mini* stro dell'interno die il clero della provincia era ormai acquisito aliti causa unitaria e che, nei comuni rurali, le votazioni pel plebiscito si sarebbero tenute entro le chiese (.Dispaccio del 20 ottobre 1866, in A.CS 'Corto RicasotURiancht, busta 1, fase. 12/F).