Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
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1967
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Elezioni e partiti a Padova *66-*7Q 255
occasione la collaborazione del clero. Il 1? ottobre il Giornale di Padova usciva con un lungo trafiletto in cui porgeva le sue congratulazioni ad alcuni parroci della diocesi: *Son da noverarsi tra questi benemeriti esso diceva - i par-rocbi di Veggi ano e di Santa Maria di Cervarese, i quali, colle forme più ac-conce alla breve intelligenza dei villici, persuadono ad essi quanto sia importante che tutti s'uniscano a rendere quel sì, il voto solenne ed incrollabile della giovane Nazione. Più avanti si dava una tirata d'orecchi a certi possidenti: Vorremmo cioè poter dire che alcuni, almeno fra gli agiati possidenti di questa provincia, avessero fatta sentire la loro voce ai contadini da essi dipendenti, onde spiegar loro che cosa sia il Plebiscito che per quelle menti grosse è ancora una parola cabalistica; e come convenga che nel giorno designato, non manchino all'appello per rafforzare colle loro schede l'annessione... E che torni opportuna in questa circostanza la parola del possidente ai suoi coloni, lo chiarisce il fatto, che questi ultimi in tutte le faccende concernenti la politica o la pubblica amministrazione, si lasciano guidar sempre o dal consiglio o dalla volontà del padrone... Si portino tosto nei loro possedimenti, radunino intorno a sé i loro fittavoli, i chiusuranti, i famigli, e con franche e nette parole facciano capire a que' poveri orbi dell'intelligenza il gran bene che possono operare, recandosi tutti a deporre nell'urna l'adesione loro al Regno d'Italia. Non usino no vesciche rettoriche, frasi rimbombanti... No, quelle scarpe grosse e quei più grossi intendacchi non capirebbero un'acca. Li piglino soprattutto dal lato del benessere materiale, che per quei dabbene è il solo sensibile... facciano p. es. toccar loro con mano, che le nuove disposizioni di sicurezza pubblica e la guardia nazionale, valsero già a quest'ora a scemare (e in seguito torranno del tutto) quei furti campestri che... erano peggio che granaiola per le nostre campagne. Dicano ad essi che annettendo il Veneto... avranno il vantaggio di veder presto riprosperare l'agricoltura, attivati gli ora morti commerci, introdotte società di credito e Banche del popolo... Pongano loro dinnanzi che dovendo scemare nel Veneto le imposte prediali, dall'Austria ridotte importabili, ne avranno profitti i proprietari, ed in conseguenza i coloni... .J)
Il plebiscito fu indetto per i giorni 21-22 ottobre 1866. Erano ammessi al voto i maggiori di 21 anni che risiedevano nel comune da almeno sei mesi, oltre ai Veneti, anche di età inferiore, che erano emigrati e avevano combattuto nella guerra testé conclusa. Il voto doveva essere espresso con un sì. o con un no a mezzo di una scheda manoscritta o stampata.2) Nel comune di Padova, la quadruplice mobilitazione dei liberali d'ogni tendenza, delle autorità citta* dine, dei proprietari terrieri e dei preti condusse ai risultati voluti: partecipavano alle votazioni 29.894 cittadini circa il 98 per cento degli aventi diritto e uscivano dalle urne altrettante schede che dicevano sì all'annessione al regno d'Italia. *) Tanta unanimità, che s'era registrata nella stessa misura in quasi tutte le province venete e di Mantova 647.246 sì contro 69 no non poteva non dar adito a dubbi sulla spontaneità del voto, che echeggiarono in-
i) Giornale di Padova, 17 ottobre 1866 (Vaa congratulazione ad alcuni parrovili e une mezza parola a certi possidenti}
3) R.D. 7 ottobre 1866, n. 3236.
3) G. SOLITI), Padova nei primi masi il., p. 428. La percentuale del 98 è calcolata sui dati parziali interessanti poco più della metà del corpo elettorale - contenuti in A.S.P., Comune di Padova, busta 2474, fase. 8449.