Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
anno <1967>   pagina <256>
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256 Raffaele Vergani
falli sulla stampa d'opposizione, regionale e nazionale. Se si pensa d'altronde alle fortissime pressioni esercitate da ogni parte sul corpo elettorale, si deve ammettere che questi dubbi non fossero del tutte infondati
Il 29 ottobre 1866 avevano luogo le elezioni amministrative per il consiglio comunale e provinciale. H comitato elettorale del Circolo Popolare, che doveva occuparsene, era lo stesso del plebiscito, composto con criteri di rappresentanza di tutte le tendenze. Vi comparivano infatti Andrea Meneghini ex-emigrato , Giuseppe Tergolina e Paolo Da Zara progressisti , Ferdinando Coletti, Nestore Legnazzi, Zaccaria Leonarduzzi - già autorevoli dirigenti del Comi­tato segreto e infine Francesco Marzolo, Domenico Coletti, Antonio Dozzi, Paolo Rocchetti, Luigi Zamperetti.2) Tuttavia, dall'urna non sortirono i nomi di certuni, che con rara modestia si proclamavan gli edificatori d'Italia, i con-qnistatori del Veneto : "* i nomi, cioè, di Ferdinando Coletti, del Leonarduzzi, del Maluta già capo del Comitato di Brescia. Su quaranta consiglieri comu­nali, non risultò eletto alcun progressista; due erano i consorti Cavalletto e Meneghini , che godevano della piena fiducia del commissario; i rimanenti, salvo qualche caso incerto, potevano pacificamente classificarsi tra i conservatori moderali. Gli eletti erano in grande maggioranza talmente conservatori, che anche il Giornale di Padova sulle cui colonne, fino allora, tutto era andato bene nel migliore dei mondi possibili scendeva in campo a manifestare le proprie apprensioni: Presi individualmente i nomi degli eletti non danno certamente luogo a serie doglianze. Il censo però ci sembra abbia avuto so­verchia preponderanza, mentre i più. caldi fautori dei nuovi principii vi si trovano troppo scarsamente rappresentati . *) Qualche mese appresso, in tema di consiglieri comunali, il sindaco Meneghini ammetteva che l'idea del pos­sesso, oltreché dell'intelligenza prevalse per determinare gli elettori a dare il proprio voto ; ma, ormai acquisito alla nuova unità moderata s'era nel feb­braio 1867 , aggiungeva che in generale poi questi cittadini nell'esercizio del diritto elettorale per la scelta dei propri rappresentanti manifestarono uno
*) Lo Spirito Folletto di Milano, per esempio, nei giorni saccessi vi al plebiscito usciva con questa vignetta: la donna: Gaeta dito sì o no? e l'uomo, di rimando: < Cossa gogio da saver mi? I m'ha dà un pezetin de carta sento, e oto soldi; go Irata la carta nel baso e i bezi in scorsela... e servitor patrononi... (Giornale di Pa­dova, 13 novembre 1866).
In ASPJoc cìj e in M.C.P* BP. 1488-1, sono conservate delle schede del plebi­scito con la stampigliatura sx, molto grande e visibile; monca invece qualsiasi scheda con la stampigliatura no.
?) Bollettino Elettorale del Circolo Popolare di Padova, 10 ottobre 1866.
8) L'Antenore, 2 settembre 1867 (Programma. L'Antenore d'infausta memoria). L'Antenore, foglio poUtlco-indipendento quotidiano d'opposizione diretto da Gi­rolamo Fraason usciva a Padova nel periodo 2 settembre-10 dicembre 1867. Esem­pio tipico d'un giornalismo approssimativo e deteriore, esso voleva essere brioso nascendo, di fatto, ad esser soltanto uggioso, e solo con molta buona volontà può esser definito un giornale e democratico . Aveva iniziato le pubblicazioni nel 1866 i relativi numeri, però, sono introvabili ed era figurato in primo piano nella lotta olla consorteria. Nel suo programma si proponeva di combattere le conventicole di interessi, le consorterie, il clericalismo e i danni dell'unificazione legislativa (2 settembre 1867, art. eh.).
*) Giornale di Padova, 31 ottobre 1866 (Elezioni amministrative).