Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
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1967
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Elezioni e partiti a Padova '66-70 257
spirito favorevole al Governo, avendo scelto persone di sentimenti moderati e veramente affezionate alla causa italiana .1}
In realtà, la grande proprietà terriera e la sua clientela dominavano quasi incontrastate i nuovi consigli: su 40 consiglieri comunali, almeno 36 erano possidenti; su 14 eletti al consiglio provinciale per il distretto di Padova, v'erano, ancora, almeno 12 possidenti. -) Sul ristretto elettorato amministrativo circa il 4,3 per cento della popolazione aveva agito fortemente l'ossequio per le forze dominanti tradizionali e la vasta rete di interessi che ad esse lo legavano. Il conservatorismo moderato patavino dimostrò in questa prima occasione la sua grande forza ed influenza; fece capire, soprattutto, che una volta concluso il processo di unificazione non si intendeva mutare più nulla, né dividere il potere con alcuno, gran patriota, ex-emigrato, o consorte che fosse. Dopo d'allora la frattura tra i moderati si disegnò con nettezza nonostante le cortesie e i complimenti che, da ambo le parti, si continuavano a scambiare; ripercuotendosi, a distanza di pochi giorni, all'interno del Circolo Popolare.
5. - Alla vigilia delle elezioni politiche generali del 1865 il malcontento aveva assumo nel Regno proporzioni allarmanti, in forza di varie questioni che tutte, dall'eccessivo fiscalismo al brigantaggio alla convenzione di settembre e ai moti di Torino, si ricollegavano ai più generali problemi dell'unificazione. Le elezioni, a riprova di questo, avevano costituito un notevole successo per la Sinistra mentre cadevano, specie nel Mezzogiorno, grandi nomi moderati come il Poe-rio, il Massari e il Bonghi.8) Le elezioni nelle province venete e di Mantova, che dovevano portare alla Camera cinquanta deputati, furono fissate per il 25 novembre 1866: ed era lecito ai moderati sperare che questo nuovo contingente venisse a rinsanguare la loro scossa maggioranza.
Tali preoccupazioni non erano estranee al governativo Giornale di Padova, quando il 31 ottobre, all'indomani delle elezioni amministrative, esso iniziò la campagna elettorale con un fondo in cui si auspicava che i veneti [andassero] al Parlamento a rafforzarvi il principio dell'autorità del Governo ed a prestar mano ad una amministrazione onesta, liberale, intelligente e forte.; ... che... l'unità sua [d'Italia], le sue libertà, la sua prosperità [fossero] dovute alla savia e patriottica azione dei veneti in mezzo ai cozzanti partiti del Parlamento .*) Due settimane appresso, lo stesso giornale riassumeva i connotati del deputatabile: Non corruttibile né per avarizia né per ambizione, dotato di cognizioni utili ed atto ad applicarle su vasta scala, ligio allo statuto ed indi* pendente dallo straniero e dai preti, nemico delle ciarle ed amico dei fatti. Patriotta senza improntitudini, desideroso di riforme possibili, graduali, effettuabili coi mezzi che si hanno in potere e perciò né aborrente delle novità, né
1) A. S. P., Comune di Padovot basta 2474, fase. 8449. Il sindaco al prefetto, 15 febbraio 1867 {Appendice* n. 3). Lo Zini, con lettera del 7 febbraio, aveva chiesto notizie circo il peso delbi possidenza nel consiglio comunale;
2) A, S. P., Zoe. di, Tabelle allegate al rapporto del 15 febbraio 1867 (Appendicet n. 81.
3) SAVERIO Cu.uimzzr, Storta parlamentare, politica e diplomatica d'Italia da Novara a Vittorio Veneto* I, Milano, 1925, p. 457.
*) Giornale di Padova, 31 ottobre 1866 (EleMloni politiche).