Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
anno
<
1967
>
pagina
<
260
>
260 Raffaele Vergarti
elezione contemporanea a Padova 1, Este e Piove, il Cittadella, e Vincenzo Stefano Breda, eletto nel secondo collegio di Padova.
All'indomani delle elezioni veniva posta una questione di carattere pregiudiziale, che avrebbe anche potuto portare all'invalidazione dei risultati nel collegio di Padova: quivi gli iscritti nella lista elettorale politica erano risultati 660, circa 1*1,27 per cento della popolazione, contro 1*1,50 per cento nel Veneto e il 2,08 per cento nel Regno (alle elezioni del 1865); senza contare che nelle città per la frequenza dell'alto censo e dei titoli di cultura il quoziente doveva essere di regola superiore a quelli regionali e nazionali. I/omis sione era molto rilevante, e non mancò di suscitare reclami da parte di professionisti e di censiti grandi e piccoli che erano stati esclusi dalle liste. Tuttavia essa non fu, probabilmente, intenzionale, ma dovuta solo all'approssimazione e alla fretta con cui, in venti giorni, il comune aveva provveduto alla prima formazione delle liste elettorali.1) Qualche mese appresso la grave carenza veniva ammessa anche dal prefetto,2) in occasione di quella revisione del 1867 che doveva portare il numero degli elettori politici a 1996. Comunque il Giornale di Padova dichiarava di non voler dar seguito alla cosa, nella speranza, allora, che l'opzione del Cavalli per Este o per Piove aprisse la strada a una futura elezione del Cavalletto.8) More solito, il quotidiano governativo mostrava di sottovalutare la sconfìtta subita, anche se, naturalmente, ne aveva avvertita tutta l'ampiezza. D'altronde, nei giorni successivi avrebbero provveduto i giornali nazionali a trarre le più generali conclusioni, dopo un'analisi complessiva delle elezioni nelle provincie venete.
La caduta del Cavalletto *) 156 voti contro i 306 del Cavalli era seguita, nel Giornale di Padova, da una serie di sdegnati commenti: si deprecava che il Cavalli, il quale aveva in Este un collegio sicuro, si fosse lasciato candidare anche altrove, e soprattutto a Padova; si attribuiva l'accaduto, genericamente, a ingiusti risentimenti e piccole invidie;6) si accusava, in polemica con II Tempo di Venezia, il Circolo Popolare d'essersi fatto campione... delle spie, dei paolotti, degli ignoranti sbalzati dalle usurpate sedi Universitarie . ) Ma erano poco più che battute polemiche; nessun serio tentativo, sulle colonne del giornale, di comprendere le-ragioni più profonde che, avverso i candidati governativi, avevano portato a una coalizione a carattere eterogeneo, ma sostati-
i) A. S. P Comune di Padova, busta 2474, fase 12.951. Lettere e manifesti concernenti la prima formazione dello liste elettorali.
?) Circolare della Prefettura, 5 marzo 1867, in Bollettino della Prefettura di Padova, 1867, p. 91.
3) Giornale di Padova, 27 novembre 1866 {Elezioni politiche).
4) 11 CELLA, Alberto Cavalletto patriota? politico, cit, scrive del Cavalletto che fin dal novembre del '66 alcuni suoi amici gli proponevano la candidatura parlamentare per Padova che egli non accettò... (p. 96). È singolare che in un saggio biografico quale vuol essere quello del Cella venga completamente ignorato un fatto, che pare destò notevole scalpore e fu segnalato dai maggiori quotidiani regionali e nazionali. In questo caso, l'approssimata informazione preclude al Cella la comprensione di una esperienza che dovè essere, nella vita del Cavalletto, particolarmente bruciante; una esperienza, che getta altresì un fascio di luce sui veri rapporti intercorrenti tra il Cavalletto e l'ambiente politico patavino* ben lontani, corno s'è vieto, da quelli d'uno operante solidarietà.
fi) Giornale di Padova, 26 novembre 1866 (Risultato delta elezioni). 0) Giornale di Padova* 29 novembre 1866 (Polemica),