Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
anno <1967>   pagina <261>
immagine non disponibile

Elezioni e partiti a Padova '66-70 261
zialmente reazionario. Tra i giornali progressisti e democratici, i meno acati continuarono a sostenere ancora per molto tempo che il Cavalletto fosse stato giustamente battuto perché insciente copriva le ambizioni dei consorti;1 altri preferivano difendere l'operato del Circolo Popolare, il quale, come volle rendersi interprete della pubblica opinione per essere veramente popolare, credette dover proporre quei nomi che, onesti ed intelligenti essi pure, gode* vano maggiormente la stima parlamentare del pubblico . -' Il che era certa­mente vero, ma quanto alle posizioni assunte dai progressisti costituiva una giustificazione esclusivamente formale, ancora al di qua della sostanza politica dei problemi.
La notorietà del Cavalletto fece sì che del caso si occupassero anche molti giornali nazionali. Nei giorni successivi alle elezioni la Gazzetta di Mi' Inno. La Nazione. La Perseveranza. L'Opinione* anche il democratico Diritto scendevano in campo a deplorare l'atto d'ingratitudine del primo collegio di Padova verso il Cavalletto. Scriveva La Nazione: Alberto Cavalletto, il prode maggiore del 1848, il nobile prigioniero di Mantova, di Josephstadt e di Lubiana, il patriota integerrimo, l'operoso cospiratore, è stato posposto ad un sig. Cavalli che non conosciamo... .:t' Un articolo di vasto respiro sulle elezioni nelle Pro­vincie venete appariva il 1 dicembre sul quotidiano dei moderati lombardi, La Perseveranza. L'anonimo redattore si diceva profondamente insoddisfatto, sor­preso e addolorato pei risultati del 25 novembre, sentimenti, d'altronde, che egli vedeva manifestarsi in tutte le gradazioni del grande partito liberale italiano . Si poteva scusare, nei Veneti, la scarsa esperienza delle libere istitu­zioni, l'immaturità politica, la confusione della campagna elettorale*, si poteva anche tacere di certe meschine gare di campanile, che a uomini di provata capacità, di illuminato patriottismo fecero preferire delle ignote celebrità da villaggio... Ma, seguitava il giornale, non sappiamo e non vogliamo punto scusare negli elettori certe dimenticanze indecorose, che sotto pretesto di op­porsi a fantastiche consorterìe, sono ingratitudini belle e buone e indizio d'esclu­sivismo peggiore d'ogni consorteria; non sappiamo e non vogliamo punto scusare certi voti, che puzzano forte di tendenze reazionarie, e farebbero quasi sospet­tare che nel Veneto esista vigoroso un partito, di cui nelle altre meno colte Provincie del regno non v'ha che déboli traccie.
Se vi ha cittadino onesto e intemerato, che abbia sofferto e lottato per la patria, in cui la integrità del carattere è pari all'altezza della mente, questi è Alberto Cavalletto, al quale l'Italia tutta, e il Veneto in particolare, devono professare gratitudine eterna per quanto egli ha fatto in prò del suo paese. E quest'uomo, che i suoi concittadini avrebbero dovuto reputarsi gloriosi di poter scegliere a loro deputato, ha dovuto soccombere nel primo collegio di Padova davanti a un conte Cavalli, che non ha altro merito, se non quello d'esser stato deputato alla Congregazione provinciale sotto il governo dell'Austria.
1) L'Antenore, 2 (settembre 1867 (Programma. L'Antenore d'infausta memoria)
2) Cronaca elettorale, 25 febbraio 1867. La Cronaca elettorale, compilata dal prof. E. Benedetti Monti, foglio di tendenza progressista, a periodicità variabile, uscì a Padova nel periodo febbraio-marzo 1867. Riprese poi. con vasto parzialmente di­versa, nel perìodo pre-elettorale del 1870. I numeri rimasti sono in M.C.P., B.P. 160947.
a) Giornale di Padova, 1 dicembre 1866.