Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
anno <1967>   pagina <263>
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Elezióni e partiti a Padova '66-'7V 263
Cavalli e Cittadella-Vigodarzere. ''' Ora, di settimana in settimana, i suoi toni si raddolcivano, e accanto alle vecchie unità di misura, al patriottismo, alla cospi­razione, all'emigrazione, comparivano su un piano di pari dignità i nuovi valori del conservatorismo moderato: la preparazione giuridica e politica, la compe­tenza amministrativa, il censo come simbolo d'indipendenza e libertà di giu­dizio. L'entrata in vigore della nuova legge elettorale rendevo necessaria, a distanza di due mesi, una seconda consultazione amministrativa, che aveva luogo infatti il 23 dicembre: e il Giornale di Padova, stavolta, consigliava la rielezione in blocco dei consiglieri uscenti. Ciò che succedeva puntualmente. Nel novembre, all'indomani delle elezioni, il giornale aveva visto in una even­tuale elezione suppletiva la possibilità per Padova di riparare all'* atto di ingratitudine > commesso verso il Cavalletto: ma all'aprirsi della campagna elettorale, nel gennaio 1867, esso non faceva il nome del Cavalletto se non per comunicarne, senza commento ma con evidente sollievo, la rinuncia a qualsiasi candidatura in Padova.2) À fine dicembre 1866, forse in connessione col nuovo corso, la direzione del giornale passava dal Sorgato a Giovanni Fontebasso, moderato ex-garibaldino.
Con la partenza del Pepoli, la consorteria > rimaneva decapitata; senza l'appoggio del governo, essa si rivelò veramente qual'era: uno sparuto gruppetto di uomini, privi dì largo seguito nella cittadinanza, cbe avevano in comune un certo bagaglio di esperienze, un forte impegno per la causa nazionale, ma cbe mai, probabilmente, avevano inteso costituire un partito . Il Coletti, profes­sore all'Università, sarebbe stato d'ora in avanti uno dei tanti notabili del moderatismo locale. II Cavalletto, ritrattosi dopo la forte delusione dalla vita pubblica patavina, ne sarebbe rimasto un po' in disparte almeno fino al '76 e oltre: continuando tuttavia la sua attività politica come rappresentante al Par­lamento dei collegi di Valdagno dal marzo 1867 , poi di S. Vito al Taglia-memo e infine di Udine DI, fino al 1892.3) Il Meneghini, dopo la sua nomina a sindaco, si sarebbe inserito senza contrasti nella mentalità e nella prassi del conservatorismo patavino. In un rapporto del gennaio '67 sulle condizioni della provincia, egli lodava la cittadinanza intelligente, quella che rappresenta la possidenza, il commercio e le arti liberali , la quale si mostra animata del migliore spirito, e rarissimi s'incontrano tra essa quelli che pensino ad ordini diversi dai vigenti, mentre anche que' pochi prima d'ora devoti al governo austriaco cercano con ogni lor possa di far dimenticare il passato . Più oltre egli si faceva interprete delle istanze della proprietà terriera: Sarebbe per altro atto e di giustizia riparatrice e di sapienza civile per parte del potere legislativo decretare la perequazione della nostra imposta fondiaria con quella delle provincie lombarde... Simile provvidenza farebbe la migliore impressione sugli animi de* Veneti che aspettano appunto dal Governo Italiano la ripara­zione a' danni sofferti.4*
H 3 gennaio 1867 giungeva a Padova, in qualità di nuovo prefetto, Luigi Zini. Il patriota modenese, che aveva avuto in Emilia una parte non secondaria
i) Giornale di Padova, 3 dicembre 1866.
2) Giornale di Padova, 10 e 11 gennaio 1867.
8) S. CELLA, Alberto Cavalletto patriota e politico, ciL, p. 96.
4) A.S.P., COMUNE DI PADOVA, Ili nervate, basta 18, fase. 2. Relazione del sindaco al prefetto stille condizioni morali ed economiche della provincia, 15 gennaio 1867 (Appendice, tu 2).