Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
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1967
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Elezioni e partiti a Padova *66-'70 267
sociale, con quella di Ferdinando Cavalli, l'eletto del '66. Nato a Treviso nel 1807. nobile e proprietario terriero, dottore in giurisprudenza, il conte Pietro Venier aveva dato un largo contributo alla vita cittadina di Padova: *) socio tra i più eminenti e attivi del Gabinetto di Lettura, era succeduto al Cavalli nel 1856 come presidente della Società d'incoraggiamento e aveva mantenuto tale carica fino al 60. Sfolto stimalo dalla cittadinanza per la sua competenza amministrativa, era stato anche deputato alla Congregazione centrale austriaca: ma si dimetteva poi dall'incarico perché da Vienna si restituivano ripetuta* mente i suoi ricorsi contro le esorbitanti imposte del Veneto.s) Nel luglio del "66 il Venier era stato chiamato a far parte della Giunta governativa provvisoria; 3) eletto consigliere comunale e provinciale nell'ottobre, era attualmente membro influente della Giunta provinciale di Padova. Molti dei voti che nel '66 erano confluiti sul Cavalli dovevano essersi riversati in questa occasione sulla candidatura del Venier. Il suffragio accordatogli, tuttavia, difficilmente poteva rappresentare una sorta di resistenza attiva d'una parte dell'elettorato contro quei moderati più impegnati e dinamici che erano alla ricerca d'un uomo nuovo., al di fuori degli schemi entro i quali s'erano svolte le precedenti elezioni; esso, più probabilmente, esprimeva la resistenza passiva di quegli elettori non politicizzati, naturalmente conservatori, che erano più attaccati alle tradizioni e alla realtà della possidenza .
Con una lettera datata 25 gennaio 1867 Francesco Piccoli ringraziava gli elettori e accettava la candidatura al ballottaggio per il collegio di Padova: Il mio nome appena proposto trovò presso di voi onesta accoglienza, e i vostri suffragi si raccolsero in buon numero sopra di me, dandomi così una dimostrazione di benevolenza che non dimenticherò giammai. Messo da voi in un posto, a cui io non avevo aspirato, vengo ora a dirvi che non lo diserto .4) Era questo l'uomo nuovo, il personaggio che avrebbe gradualmente convogliato su di sé, nel segno d'una ritrovata concordia, i voti di tutto il moderatismo patavino.6) Al principio del 1867 il Piccoli, trentunenne ma di senno già vecchio e maturo J>, ) era ancora un giovane senza storia. Nato a Cividale del Friuli nel 1835 da padre magistrato e di sentimenti liberali, si trasferiva a Padova ancor giovinetto e vi compiva gli studi di giurisprudenza Quindi faceva pratica d'avvocalo, dedicandosi nel contempo agli studi prediletti di scienze giuridiche, economiche e sociali. La sua cultura e la vasta erudizione che gli era valsa la definizione di biblioteca ambulante gli procura-vano una certa notorietà nell'ambiente del professionismo liberale, per cui nell'ottobre del '66 veniva eletto nei consigli comunale e provinciale. Come mai i moderati patavini avevano fatto cadere la loro scelta sul Piccoli? Al di là
*) G. SoLinio, p società di cultura cjt., ad nomea.
2) Giornale di Padova, 21 novembre 1866, che riporta una corrispondenza da Padova apparsa sul Tempo di Venezia.
*) A. S. P Comune di Padova, busta 2474. Attestato di benemerenza rilasciato al Venier dal municipio di Padova, 29 luglio 1866.
4) Giornale di Padova, 25 gennaio 1867.
fi) Francesco Piccoli. Commemorazione al consiglio comunale di Padova letta dot Sindaco A. Tolomei, Padova, 1883; GIOVANNI ( CITTADELLA, // commendatore dott. Francesco Piccoli deputato al Parlamento, Padova, 1883; Francesco Piccoli (Raccolta di pubblicazioni alla di lui memoria), Padova, 1884.
a) Giornale di Padova, 14 gennaio 1867 (Elezioni politiche).