Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ECCLESIASTICI ROMA; REPUBBLICA ROMANA 1849
anno <1967>   pagina <285>
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Libri e periodici 285
cnx dairA. Un vendemmiatore riscooto inesorabilmente venti grana a giornata, donne e ragazzi suoi coadiutori altrettanto inesorabilmente la metà, un potatore altrettanto più una tariffa fissa, insomma, che un salario giornaliero vero e proprio, una rigidità che si estende anche ad un campo per sua natura assai più aleatorio come quello del-1 edilizia e dipende dunque dalla natura dell'istituzione dalriee di lavoro assai più che non dal gioco della domanda e dell'offerta, come per i medici dei due istituti, che sono funzionari a stipendio fisso, non liberi professionisti liberamente ricom­pensati,
Tutt'altro discorso con la riserva accennata è da farsi per i prezzi. Qui, ad esempio, per i prodotti agricoli delie masserie di S. Domenico vediamo che il 1757 è un. anno discriminante, al di sotto del cui livello fieno, orzo e lupini non scende­ranno più; nel 1790 la differenza di prezzo tra una canna di legna liscia ed una di legna storta è di 75 grana, cinque anni più tardi è di 300; intorno al 1785 il prezzo dell'olio da ardere subisce sbalzi analoghi a quelli della difficile situazione del 1775 o della crisi commerciale del 1792; nei tre anni a cavaliere del secolo il prezzo del grano subisce un aumento assai superiore a quello determinato dalla grande carestia del 1764 (165 rispetto a 106 grana al tomolo); i prezzi dei legumi si tengono sensi­bilmente affini ma nel 1798 le lenticchie costano più del doppio dei fagioli, mentre Fanno prima il prezzo era quasi identico; nel medesimo periodo le uova aumentano ben più che non durante la carestia, ed il movimento si accentua fino alle soglie del* l'età napoleonica; i prezzi di formaggi genere principàlissimo di consumo nel Mezzogiorno appaiono assai più stabili che non quelli degli altri generi di prima necessità, anche i numerosi formaggi forestieri, talché è difficile escludere l'intervento di un potere regolatore, Io Stato o una coalizione di nomini d'affari, a questo propo­sito (cosi come col monopolio statale e fiscale del sale l'A. correttamente spiega la stabilità di prezzo di questo genere); sempre nel 1798 carbone e legna di pioppo regi­strano un aumento imponente; e così di seguito, in una serie di appuntì rapsodici che ogni lettore può mettere assieme sfogliando il volume, e che suscitano, s'intende, una selva fittissima d'interrogativi.
L'A lo abbiamo detto, si astiene volutamente dal rispondervi, rimandando, per un'interpretazione ed un inquadramento complessivi, ad un prossimo suo lavoro. Al­cune sue conclusioni provvisorie, pur ricche di spunti (quell'accenno, mutuato dal Cuoco, alla complementarità tra cerealicoliura, disboscamento e crisi della pastorizia) non possono non lasciare perplessi, come quando egli parla di accumulazione di miseria progressivamente crescente per la rigida e costante compressione dei salari a Napoli, preoccupandosi sobito dopo d'inquadrare questo giudizio in un quadro di depressione generale europea, salvo poi a modificare di bel nuovo il suo assunto, deplorando l'assenza di una borghesia economica in grado, come in Francia ed in Inghilterra, di raccogliere i vantaggi di una situazione socialmente tesa ? : conclu­sione inaccettabile in quanto nel Mezzogiorno non esisteva la coscienza e la tensione di classe dei paesi occidentali, una borghesia che comprime ma si arricchisce, ed è economicamente egemone prima dì esserlo nel campo politico, una classe operaia esasperata ma partecipe dell'incremento generale della produzione, bensì, il vuoto economico, il nulla sociale, una realtà di ceti giustapposti ed estranei ai quali le armi rivoluzionarie avrebbero conferito un formale ordinamento gerarchico, ma non una impossibile dislocazione efficiente ai fini dello sviluppo della ricchezza nazionale e delta relativa coscienza politica.
RAFFAELE COLAPIETRA
GIROLAMO BELLONI, Scrittura inedite e Dissertazione Del commercio , a cura di ALBERTO CARACCIOLO (Biblioteca scientifica, Fonti 52); Roma, Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, 1965, in 8, pp. 273. L. 3.500.
Il Caracciolo ha distribuito gli scritti da lui pubblicati del Belloni in dieci capitoli 'I. Interventi del 1718-19 sui provvedimenti finanziari, e monetari; II. Pro­getti di riforme dopo l'avvento di Clemente XU III. Dìsputa del 1733-H4 sui prov-