Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ECCLESIASTICI ROMA; REPUBBLICA ROMANA 1849
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1967
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Libri e periodici
alla svalutazione monetaria della quale il Belloni fa uso in varie occasioni, anziché da una dottrina, viene fatta disrendere < dalla propensione che egli osserva ogni giorno negli uflici camerali a ricorrere scrìteriatamente a tale mezzo come panacea con* tro gli aggravi della bilancia commerciale, monetaria e statale ; il criticato mercantilismo manifestato nell'opera Del commercio dall'insistenza sull'attivo della bilancia commerciale, considerato come il segreto della prosperità, si sviluppa nel pensiero del Belloni, secondo il Caracciolo, via via che l'esperienza diretta delle vicende dello Stato gli fanno scorgere come male sapremo l'incontenibile disavanzo commerciale e il dissanguamento a favore degli esteri .
Per la sua molteplice attività di banchiere, appaltatore, possidente, consigliere, memorialista il Belloni rappresenta aveva scritto Luigi Dal Pane una figura centrale nella storia economica dei tempi di Clemente XTI e di Benedetto XIV*. Grazie a quell'attività aggiunge il Caracciolo la intensa produzione di Girolamo Belloni, stampala o manoscritta, finisce per risultare una fonte importante per la storia di un ambiente mercantile, politico e intellettuale del secolo decimottavo . Di qui l'utilità e la meritorietà del lavoro faticoso di reperimento, attribuzione e collocazione richiesta da questa accurata e ordinata pubblicazione di scritti editi e inediti del memorialista romano, servita non soltanto a una migliore comprensione dello scrittore di materie economiche, ma anche a una adeguata riabilitazione dell'uomo. Come la valutazione dell'Einaudi, infatti, pur riferendosi all'impalcatura scientifica della Dissertazione, non aveva non potuto riverberarsi, nel suo contenuto negativo, su tutto il personaggio, liquidato come uomo dalla testa fatua e povero diavolo , così l'esegesi condotta dal Caracciolo sulla traccia indicata da Dal Pane e da Venturi, nell'ideniificare l'autentica ispirazione e l'autentica ragion d'essere delle scritture beUoniane, non ha mancato di diffondere una più benevola luce su tutto l'uomo.
GIUSEPPE LocoROtoifDO
LEONARDO MAZZOLAI, L'estimo mercantile del Territorio, 1750 (Supplemento ai Com mentori dell'Ateneo di Brescia pel 1966), Brescia, 1966, in 8, pp. XX-238, S.p.
Uco VACUA, L'arte del ferro in Valle Sabbia e la famiglia Glisentì (Supplemento ai Commentari dell'Atenèo di Brescia pel 1959); Brescia, 1959, in 8, pp. 198. S.p.
MABIO ABBATE, L'industria metallurgica in Europa nella prima metà del XIX secolo. Una valutazione piemontese; Torino, 1958, in 16, pp. 181. S.p.
Non sarà mai abbastanza elogiato non solo pei risultati che subito consegue, ma soprattutto per il materiale che mette a disposizione degli studiosi, quell'archivista o quell'editore di documenti che si prende la briga di reperire prima e di pubblicare poi intere serie di dati statìstici, di tabelle di produzione, di prezzi, salari ecc. Le pubblicazioni, che da qualche anno vanno facendosi più articolate e complesse in questa direzione (indipendentemente dalla maggiore o minore elaborazione) per le varie Provincie italiane, non solo sgombrano la via per una migliore conoscenza della situazione economica e della vita sociale dei diversi paesi, ma agevolano pure la comprensione s'intende in modo non meccanico dei rapporti tra i fatti economici e quelli politici. In questo genere di ricerche rientra L'estimo mercantile del territorio bresciano (1750), e merita segnalazione non solo per l'accuratezza dell'edizione data dal Mazzoldi con tutta la diligenza possibile, ma soprattutto per la massa di indicazioni che suggerisce e di dati che mette a disposizione degli studiosi di storia economica.
Nato a seguito della necessita espressa dalla Repubblica Veneta di imporre un nuovo campatico generale (1747) e di unire ad esso un'imposta sulle attività mercantili (proporzionale all'estimo di ciascun contribuente), l'estimo mercantile del '50, ora pubblicato, non riguarda però tutto il Bresciano, nel quale alcuni Corpi, chiamati a contribuire, godevano particolari privilegi (il più importante