Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ECCLESIASTICI ROMA; REPUBBLICA ROMANA 1849
anno <1967>   pagina <289>
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Libri e periodici
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dei quali sanciva il distacco dal Territorio), concessi da Venezia nel proseguo di tempo dal ''100. Dichiarate terre separate la Valcamonìca, Brescia Lonato, la Ri­viera di Salo ecc., a far patte del territorio erano dunque rimasti i comuni del lago d'Iseo, quelli della Frandacorta, della zona immediatamente a nord della città, di quella od est della stessa fino a Gavardo ed i comuni della pianura, i quali costituivano, tutti insieme, una corporazione territoriale denominata appunto il Territorio ". retta da una propria magistratura, rUflìcio del Territorio, il cui compito principaleNconsisteva nella difesa dei comuni interessi (p. VII}.
E solo del Territorio (non essendosi reperiti gli estimi negli archivi della Cancelleria Pretoria e Prefettizia) è stato rinvenuto l'estimo mercantile, che per­mette un'indagine su coloro che esercitavano una qualche attività industriale e mer­cantile (hi rapporto al numero degli estimati e alla popolazione dei vari Comuni), sui redditi degli estimati nei singoli paesi, sulle professioni e sui mestieri esercitati, sulle proprietà ecc. Una serie di tabelle ed un accuratissimo indice di nomi comple­tano il Volume.
Di carattere assai diverso, con intenti in larga misura di celebrazione e ri­cordo di una famiglia, è il volume del Vaglia, che specialmente intorno alla fami­glia disenfi e a qualche aspetto della produzione siderurgica bresciana si sof­ferma, dando un rapido panorama delle miniere e dei forni da ferro della vai Sabbia (e relativi Statuti) dal Medioevo, e tracciando infine, sulla base di docu­menti d'archivio e di famiglia, una serie di tavole genealogiche della famiglia Gli* senti dal '300 in avanti. In questa sede, a noi l'interessa mettere in risalto Fattività industriale dei elisemi (fucine, segherie, forni da ferro, negozi, ecc.) intorno alla metà del sec. XIX durante la dominazione austriaca e dopo il 1859 nel Regno d'Ita­lia in alcune località, a Lavenone e a Dar Cina, e soprattutto il graduale dispiegarsi di questa attività nella fabbrica di armi da guerra e da caccia.
Un analogo studio su di un settore limitato, ma con differente apertura e valutazione dei problemi da affrontare, è nel volume dell'Abrate, da segnalare come un utile contributo sulla babe di una particolare documentazione (viaggi com­piuti da funzionari piemontesi, tra il 1829 ed il 1836, in Italia e in altri paesi d'Europa), che meritava di essere tratta dagli archivi ed inserita in un più ampio discorso sull'industria minero-siderurgica degli Stati Sabaudi dopo il 1815. Dopo le pagine sull'organizzazione dell'amministrazione piemontese per le miniere e fu­cine, (dalla restaurazione in poi) e quelle successive, sulla missione Molta nei paesi dell'Europa centro-settentrionale, l'autore traccia un rapido profilo dell'indu­stria dei metalli in Piemonte tra il 1829 ed il *44, con riferimenti alle riforme corlo-albertine e opportuni raffronti con la situazióne esistente in altri paesi europei.
È da dire però che, in questi ultimi anni, passi innanzi assai significativi sono stati comprati nella direzione delle ricerche di storia economica e sociale, che per il Piemonte ad es. si sono concretate in opere egregie (L. BULFEKETTI, Agricol­tura, industria e commercio in Piemonte nel secolo XVIII, Torino, 1963; V. CASTRO-MOVO, L'industria laniera in Piemonte nel secolo XIX, Torino, 1964; V. CASTRONOVO, L'industria cotoniera in Piemonte nel secolo XIX. Torino, 1965).
RENAIO GIUSTI
VALERIO CASTRONOVO, L'industria cotoniera in Piemonte nel secolo XIX, in Archivio economico dell'Vnificuzìon e italiana, serie II, volume XI; Torino, ILTE, 1965, in 8, pp. 424. S.p,
L'industria cotoniera ebbe origine a Chieri e territori confinanti fin dal secolo XV, ma solo alla fine del secolo XVIII lo Stato cominciò a favorirne lo eviluppo. Al­l'inizio aveva prevalso il timore che lo sviluppo del cotone potesse danneggiare l'industria del lino, della lana e della seta, tanto che rm editto del 13 agosto 1711 non solo aveva impedito l'importazione del cotone, ma aveva cercato di ostacolare
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