Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ECCLESIASTICI ROMA; REPUBBLICA ROMANA 1849
anno <1967>   pagina <312>
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Libri e periodici
dire, paralysócs, è costretto ud esortare penosamente ad inneggiare alla costitu­zione le troppe ferme ed ottuse alla loro mitologia monarchica. I democratici ilJu-minano a lesta Napoli per il compleanno di Garibaldi, la flotta defeziona in maniera inqualifìable, il Romano liomme da moment prende sempre più la testa degli affari, al tradimento ed alla defezione non segue mai un congruo castigo. L'on est monarchiqne mais san* Btre à la foia récllement dynastique osserva col consueto acume il 27 luglio lo Szèchényi, sintetizzando benissimo la funzione arcaica, garante di forza e di giustizia, che i Borboni erano riusciti ad esercitare nel regno di Napoli, senza ohe intorno ad essi si suscitasse ed elaborasse una vera e propria ideologia conservatrice. Garibaldi paralizza ogni principio di vita e d'azione nel regno, grazie al suo charme fascinatemi ed alla dcplorable fai hi esse del governo, già prima di sbarcare nel continente. Verificatosi quest'ultimo atto del dramma, a Recbberg non resta che raccomandare a Szèchényi la formalità di rimanere a fianco del re finché egli ne sera pas rcdnit à quitter ses Etats: una conseguenza, quest'ultima, che già il 12 agosto è scontata come inevitabile. Ed i fatti, invero, s'incaricano rapi* damente di confermarla, malgrado gli estremi appelli di Szèchényi alla necessità imprescindibile e pregiudiziale di annientare Garibaldi personnification de la revo­lution armée. Riunire il Parlamento? Ma v'è motivo di temere, come primo atto, una dichiarazione di decadenza della dinastia regnante. Rifugiarsi a Gaeta? È una decisione già presa ìl 28 agosto, quando Garibaldi dista ancora dalla capitale più centinaia di miglia. Il re non ha che da districarsi con dignità, la sua fine è questiono di giorni, di un estremo prestito austriaco non è da parlarsi. Vero è che Napoli non si solleva contro Francesco, e ciò getta molt'acqua sulle impazienze dei rivoluzionari ; vero è altresì che le due fazioni di questi ultimi si scambiano una guerra ouverte et acharnée . Ma il resoconto che Szèchényi fa del colloquio da lui avuto col re all'indomani idei suo arrivo a Gaeta, con la sua sconsolata profezia d'un Mezzogiorno ridotto a provincia francese od austriaca ma non mai più a regno borbonico, col suo rimettersi alla volontà del cielo, con la sua snervata aspirazione au bonheur et serein de la vie de famille , fa calare il sipario sulla scena già prima della battaglia del Volturno. Il conte ungherese cerca di suggestionare Francesco con l'acuta analisi della spedizione cavouriana nella sua finalità antidemocratica prima ancora che anti­borbonica, lo eccita a colpire forte e presto prima che tale eventualità si realizzi, a a rientrare a Napoli, a sfruttare le possibili mene inglesi sulla Sicilia per recuperare l'opinione pubblica di quell'isola: ma il Volturno manda all'aria tutti questi va­gheggiamenti teorici e non fa che inaugurare la période de la décompositiou finale : la vittoria < malheureuse di Cavour su Garibaldi vale a ribadirne la natura irrever­sibile e profonda: Francesco non ha altro scampo che la resa ed il ritiro a Roma puisque la revolution si beureusemenl réglée et contenue par son hahile et prévo-yant manipulateur ne devait pas fournir à l'Autriche le pratesi d'intervenir et de sévir contro elle .
RAFFAELE COLAPIEIBA
MARIO D'Arano, Politica e magistratura 1848'1876 (L'organizzazione dello Stato, 3); Milano, Giuffrè, 1966, in 8", pp. X1I-966. L. 7000.
ALBERTO CABACCIOLO, Le istituzioni del nuovo Stato nelle dimensioni mondiali con presentazione di Alberto M. Ghisalberti e gli indici generali dei dieci volumi (L'organizzazione dello Stato, 10); Milano, Giuffrè, 1966, in 3, pp. 220, L. 2000.
Giova discorrere brevemente di questi duo volumi in una trattazione unitaria cosi per la loro comune appartenenza ad una collana la cui realizzazione ha segnato una data nella storia degli studi risorgimentali come soprattutto per il chiaroscuro dialettico che, attraverso la loro lettura parallela, prende forma ed evidenza sulla prospettiva interpretativa e problematica che, pur nel l'impostazione rigorosamente morfologica, massicciamente documentaria, della collana, si enuclea in modo inevita-