Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ECCLESIASTICI ROMA; REPUBBLICA ROMANA 1849
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1967
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322 Libri e periodici
sitiamo socialista ed il carattere artificioso serbato alle condizioni determinanti dello sviluppo dell'economia ituliana. ancora una volta un impulso etico ed un presupposto razionalistico, ciò che lo spinse all'opposizione ed all'isolamento: ma ora le condizioni della società erano profondamente mutate, e se quell'equilibrio, quel gradualismo schiettamente riformista, si erano riusciti a conseguire, ciò era avvenuto, a livello di coscienza della nuova classe politica, anche per l'assidua, spietata stretta da forche caudine in cui ìt Pareto aveva rinserrato l'avventurosa, convulsa, menzognera politica finanziaria di fine secolo, imponendole una logica scientifica che fosse anche, e soprattutto, onestà sociale.
RAFFAELE COI. A PIETRA
RENATO MAK.MIROLI, Socialisti e non, controluce. L'epistolario di Camillo Pruni patini : Parma. La Nazionale ed., 1966, in 8, pp. 372. L. 2.300.
Il volume contiene una raccolta delle carte di Camillo Prampolini che il Mar-miroli, di recente scomparso, ha ordinato includendovi lettere, appunti e documenti di vario genere relativi a momenti significativi nella vita del maestro del socialismo reggiano. Sono stati sfruttati cinque fondi in possesso di amici e parenti di P.; una lettera del Turati e due della Kuliscioff erano già apparse in opere ad esse dedicate, ma il resto o è del tatto inedito, o, per essere stato in piccola parte pubblicato in giornali socialisti locali, assai rari ormai, costituisce comunque una novità.
È noto come Prampolini non abbia avuto un peso determinante nella dialettica interna del Partito Socialista. Ma ne ha avuto parecchio tra i contemporanei, su scala nazionale, e, anche molto dopo l'avvento del fascismo, nella sua Reggio, per l'altissimo prestigio morale e per l'instancabile attività nel promuovere quelle organizzazioni economiche e di cultura politica che concretamente andavano emancipando le masse rurali e operaie. Il volume testimonia appunto dell'universale stima goduta dal Nostro, e, anche se non apporta novità sostanziali, permette la ricostruzione di una personalità e di un ambiente.
Salta immediatamente agli occhi, tuttavia, un particolare: dal 1878 al 1916 compare, di Prampolini stesso, appena una cartolina. Per quasi quarantanni, intensissimi nella storia del movimento operaio, possiamo ascoltare le voci di quasi tutti i. protagonisti e di una quantità di personaggi secondari od oscuri, ma ci manca il rapporto completo tra quelle voci e colui che con esse dialogava. Eppure il libro, nonostante la frammentarietà (coi il Ma muro li ha cercato di rimediare con opportune note di collegamento e con brevi biografie dei corrispondenti), non manca di suscitare interesse: oltre a presentare un'indiretta ma efficace immagine dell'uomo, permette di cogliere i maggiori esponenti del mondo democratico italiano in un atteggiamento dì confidenza e semplicità che il contatto con il Prampolini sembra in tutti generare. Ecco così Ferri, Turati, Colajanni, Gnocchi-Viani, Costa, Bissolati, Treves, Bonomi e tanti altri aprire il loro animo, esprimendosi con schiettezza e cordialità, spesso, anche nella polemica, con affetto (mi sembrano significative a questo proposito le lettere di Podrecca tra il 1911 e il 1915: il dissidente controbatte le posizioni del partito e alcune affermazioni di Prampolini stesso, ma sembra volersi piuttosto giustificare di fronte a un amico della cui stima non può fare a meno). Unica eccezione, forse, Antonio Labriola, le lettere del quale confermano il giudizio di secchezza di cui è stato più volte gratificato.
Una convalida del prestigio morale del Nostro è dato dalle adesioni, dal 1905 in poi, di un gruppo di sacerdoti cattolici - - ì preti buoni , secondo la sua definizione di tendenze democratiche e anticipaliste . L'abbraccio rlerico-mode* rato (concretatosi a Reggio nel blocco dell'Mocìoxtone per il bene economico, ribattezzato Grande A rnuda) e la guerra fatta, nel mondo cattolico ufficiale, a Romolo Murri (simbolo d'impegno sociale e progressivo), nonché alle correnti culturali avanzate, spinsero alcuni preti reggiani, raccolti intorno al giornaletto La Plebe, a manifestare simpatie e Consensi all'uomo die, nei tratti personali e nella concreta