Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ECCLESIASTICI ROMA; REPUBBLICA ROMANA 1849
anno <1967>   pagina <323>
immagine non disponibile

Libri e periodici
523
attività di tutela e promozione dei deboli, dimostrava una autentica sensibilità cristiana.
Riguardo all'* evangelismo di Frani pò li ni, lo Zibordi, vecchio amico suo e primo biografo, denunciandone gli ai-petti oleografici, ne ba chiarito le ragioni e il significato: permanenza di memorie di un caro ambiente familiare in un animo delicato, ma soprattutto scelta cosciente di condotta, basata sulla distinzione tra cri stianesimo etico e teologico. Dopo la crisi spirituale giovanile e una semplicistica fase positivista, egli aveva compreso il fecondo tesoro d'umanità che dal Vangelo era stato rivelato, e si era convinto che in esso fosse possibile seminare nuovi veri . 11 libro del Marmi io li. pur nei limiti cui accennavamo, contribuisce a illu­minare gli atteggiamenti di Prampolini e a rivelarne le pieghe della personalità. Così le lettere pervase di contenuto, ma intenso affetto della madre 'di sentimenti fortemente religiosi, ma non bigotta dice il Manniroli; di non comune intelligenza e sensibilità, possiamo aggiungere). E poi i molti accenni a quella fragilità psichica (soffriva di depressioni frequenti) che accentuò la sua naturale delicatezza d'animo e il suo ascetismo etico. Emerge la riluttanza ad abbandonare la sua Reggio (per Milano, ove nel '92 fu invitato invano a dirigere la Lotta di classe, o per Roma, in Cui doveva come deputato periodicamente recarsi).
Molto interessanti, sul piano umano, le lettere di Edmondo De Amieis e Arturo Graf; una, di Ferruccio Macola (il bardo della reazione), rende omaggio, dopo il famoso discorso del 13 marzo 1902, all'apostolo della non violenza .
Sul piano politico generale (riguardo al quale i documenti pubblicati non concedono molto) sono presenti alcune pagine notevoli. In una lettera del 30 ottobre 1894 Felice Cavallotti dichiara di aderire in pieno alla Lega per la difesa della Libertà (non della democrazia, come risulta dall'integrazione del testo) per lottare a spada tratta contro il soggetto da manicomio criminale (Crispi). A proposito del dibattito delle tendenze all'interno del P.S.I., Francesco Paoloni (integralista, direttore del quindicinale Sempre avanti) propone nel 1906 al riformista Prampolini un'intesa per scongiurare le propensioni frazioniste del gruppo sindacalista Giuseppe Girar* dini (depntato radicale di Udine) denuncia il trasformismo giolittiano (3 aprile 1910). Giustino Fortunato, desolatamente, nella doppia consecutiva nerissima fase del bolscevismo prima, del fascismo dopo, individua l'anarchismo organico dell'Alta Italia, condannata a dibattersi fra demagogia e reazione (6 ottobre 1925). Assai significative ideologicamente, due lettere dello stesso P. ; la prima del 1916 diretta a un amico cattolico, al quale (come a lutti quelli che esaltano la guerra) rinfaccia la qualifica di cristiano, in nome dì una fraternità fra gli uomini non rettoricamente intesa; nella seconda (a Costantino Lazzari, 28 gennaio 1919) egli si esprime du­ramente nei confronti delle tesi, massimaliste, che crede teoricamente antisocialiste e praticamente disastrose .
Molte infine sono le testimonianze delle violenze fasciste, sulle persone e sulle cose. Il Manniroli, che esalta la tradizione legalitaria del socialismo reggiano, cerca anche di difendere Prampolini (e la sua stessa città) dall'accusa di quietismo nei con. fronti del fenomeno squadrista: la vicina Parma, afferma, allenata alla ginnastica rivoluzionaria della barricata, non ebbe con la resistenza violenta risultati maggiori e mi* gliori di Reggio, Ci si può chiedere tuttavia se una condotta remissiva non costituisca un incoraggiamento all'esplicazione della prepotenza e se un vigoroso tentativo di difendere libertà e integrità fisica, pur immediatamente vano, non rappresenti una testimonianza e un punto di riferimento.
Sul libro, tipograficamente ben curato, si può fare qualche riserva quanto alla divisione in capitoli dal titolo agiogruficamentc allusivo e per talune inesattezze nelle note esplicative (la Renan rVovorum non può indicarsi come l'inizio di movi­menti di fronda fra i cattolici; Monomi non è stato mai ministro con De Gasperi prima del '44). Oltre che di una minuto informazione su fatti e personalità locali, l'A. ha corredalo il volume di un indico analitico e di una tavola cronologica rias­suntiva della vita di Prampolini.
MARIO BF.I.AKIUNEI.I.I