Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ECCLESIASTICI ROMA; REPUBBLICA ROMANA 1849
anno <1967>   pagina <341>
immagine non disponibile

Vitti dell'Istituto
341
*
FIRENZE. - XVlìl Convegno storico toscano. Succedono nelle migliori famiglie* i guai, e sono successi anche alla Società toscana per la storia del Risorgimento, che è famiglia noia, stimata e rispcttatissima. I guai si sa - - sono cominciati lo scorso novembre, con l'alluvione, ma siccome la Società è giovane (come istituzione: non facciamo indiscrezioni sull'età dei dirìgenti), si è ripresa subito, ha allestito un pro­gramma ridotto che si è svolto regolarmente e ha mantenuto fede all'impegno di organizzare il XVIII Convegno storico a S. Marino dedicando una giornata alla storia della Repubblica e le altre sedute alla Storiografia sui movimenti di opposizione in talia dal 1870 al 1914 . Diramati inviti, orari di autobus, elenchi di alberghi, sta­bilito il programma con ricevimenti e gita a S. Leo e a Verucchio, soci ed amici hanno risposto all'appello con commovente entusiasmo quasi ad attestare la loro ferma fiducia nelle sorti della Società. E infatti ella vigilia del Convegno l'elenco dei congressisti si presentava come una raccolta dei migliori nomi della storiografia italiana con una significativa rappresentanza di storici francesi. Senonché... eh, chi andava a pensare che il 23 aprile, in piena primavera, a 700 metri di altezza ed a poco più di 20 chilometri dal mare si sarebbe scatenata una balera di neve come in pieno inverno?
Alle 16 del pomeriggio di quel fatale giorno stabilito per la inaugurazione, Presidente e Segretario dovevano constatare che l'ottanta per cento dei congressisti non era giunto: tutti bloccati per la via (nevicava perfino in pianura) lanciavano disperati appelli di soccorsi che non potevano essere spediti. Presi accordi con le autorità sanmarinesi, che erano quasi mortificate di quanto stava accadendo, fu deciso di rinviare la cerimonia alla mattina dopo, sia pure col segreto timore che nes­suno azzardava esporre per non passare da uccellacelo di malaugurio che la bufera continuasse e si dovesse sciogliere il Convegno prima ancora dell'inizio, col pericolo per i pochi presenti di scendere il colle di S. Marino disfatti e senza speranza come quel tal esercito del famoso comunicato Diaz.
Quando si dice l'amore per la storia! Mentre il Presidente e il Segretario, cia­scuno tappato nel proprio albergo, osservavano con malinconico stupore, gli spazza­neve in azione per le vie, i congressisti, chi con mezzi di fortuna, chi con catene per auto pescate per miracolo, chi addirittura a piedi, raggiungevano San Marino. A mezzanotte c'erano quasi tutti.
La mattina dopo un sole splendido, che dava una insolita bellezza al panorama dei monti circostanti carichi di neve ed un bel freddo asciutto rialzarono gli animi e permisero di aprire il Convegno nella splendida sede dei Congressi. Dopo il saluto del Deputato alla Pubblica Istruzione, del Presidente dell'Istituto per la storia del Risorgimento, del Console generale d'Italia ed il ringraziamento del Presidente sen. Artom, prese la parola Aldo Garose! che con profonda competenza e qualche ironico delicato accenno ai personaggi da lui citati, rievocò da par suo l'origine del mito di S. Marino. Poi Giuseppe Pecci illustrò i pregi di alcuni storici della Repubblica. Là riunione sì chiuse con l'impegno di ritrovarsi tutti lì, alle 16. Bisognava far presto perché il maltempo s'era mangiata una seduta. E infatti nei pomeriggio, dopo la dotta comunicazione di Alvaro Casali su Garibaldi e San Marino, si entrò nel tema del Convegno. Sotto la presidenza di Piero Pieri, Leo Vali ani e Pierre Giurai parlarono rispettivamente della storiografia della socialdemocrazia tedesca e del socialismo fran­cese, ambedue con sicura dottrina e con appassionato fervore. Poi, discussione e inter­venti di Gian Maria Bravo, di Franco Venturi e di Aldo Garosci. La discussione sarebbe continuata, ma erano le otto e convenne chiuderla.
La aera, un ricevimento signorile offerto nella splendida sede dell'Ente di Turismo, alla presenza delle autorità sanmarinesi, riportò quel tono di familiare affiatamento che è una delle più simpatiche caratteristiche delia nostra Società. Fuori faceva sempre un freddo cane, ma l'ottimismo era tornato e infatti la mattina dopo un bel numero di congressisti affluì per ascoltare le relazioni di Gaetano Arfc e di Luigi Lotti (presidenti Franco Venturi e Roberto Cessi) sulla storiografia del