Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ECCLESIASTICI ROMA; REPUBBLICA ROMANA 1849
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1967
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355
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Notiziario
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hnlpina. Dopo resumé e la discussione delle situazioni generali del giornalismo nel decennio* le trentatre comunicazioni e relazioni presentate e discusse durante i lavori del Congresso offrono un vasto panorama delle condizioni sociali e politiche che si agitavano in quel tempo. Con acute e dettagliate analisi venne posta in risalto l'influenza dei giornali sull'opinione pubblica, rispecchiata l'opera dei giornalisti noti ed ignoti intesa a concorrere efficacemente ad indirizzare il pensiero, a sostenere e a dibattere i complessi problemi che si presentavano ai sudditi delle regioni che andavano a formare il nuovo regno in attesa dell'unificazione definitiva, dalla Lombardia e dal Piemonte fino albi Sicilia, con accentuate dichiarazioni a raggiungere i confini naturali d'Italia.
Notevoli, fra gli altri, gli studi e i saggi sui giornali ottocenteschi di Padova di Giuseppe Aliprandi e Sergio Cella, di Brescia di Ugo Baroncelli, di Firenze e di Trieste di Clementina Rotondi e M. Grazia Sinigo, di Catania di Alfio Carrà, di Trento della De Ambrosie, di Genova presentati dall'agguerrita triade femminile di Rosangela Puppo, Paula Giorgini, Laura Celesti; chi scrive questa nota ebbe cura di ricordare le Strenne Veneziane dal 1862 al 1867.
Interessantissima la rievocazione di Lino Budini di Trieste della campagna del 1866 vista attraverso le corrispondenze di un giornalista austriaco. I fermenti della stampa democratica e cattolica sorte a libertà hanno formato oggetto di studi profondi. Vittorio Parmenide trattò dell'opera di Francesco O. Guerrazzi e L'Indicatore detta Società democratica di Livorno, Leonida Balestreri delle Associazioni operaie ita-liane, Giuseppe Zccraroni dell'opposizione cattolica nel 1861 a Bologna e nelle Romagne, Alessandro Galante Garrone trattò ampiamente del Gazzettino Rosa di Milano. Non è mancato un excursus di Ernesto Ladini sull'alpinismo visto dai giornali satirici piemontesi. 11 prof. Diego De Castro con un'abbondante bibliografia statistica, sapientemente elaborata, con quadri chiarificatori ha studiato l'interesse della massa per i vari problemi misurato attraverso gli argomenti trattati dai quotidiani nel periodo che va dal 1868 ai giorni nostri.
Si aprono pertanto prospettive sui più vari aspetti del giornalismo italiano dal 1860 al 1870; gli appassionati relatori hanno concorso ad illuminare con i loro apporti particolari spesso inediti, comunque sfuggiti ai trattatisti ed agli storici di professione, precisando cosi la funzione del giornalismo inteso come fenomeno sociale d'informazione e di opinione da studiarsi in sé e per sé e per quanto concerne i suoi sviluppi storici nel suo contenuto eminentemente spirituale (G. Gaeta). Si è ribadito in quest'ultimo Congresso quello che già era emerso dai precedenti congressi dell'Istituto (Trieste, Udine, Mantova, Palermo) che la storia del giornalismo deve essere considerata come un elemento integrativo necessario per lo studio e la comprensione dei movimenti di opinione svoltisi nel secolo delle magnifiche sorti e progressive, oltrepassando il concetto di disciplina meramente professionale. Ad essa dovranno attingere tutti coloro che si interessano della materia, che, anche da questo punto di vista, vogliono rendersi conto dei singoli movimenti con i quali va costruendosi la storia dell'umanità.
ACHILLE BOSISIO
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RICCARDO NOEL WINDERLING. - deceduto a Ruta di Camogli l'ingegner prof, colimi. Riccardo Noel Winderling, il valoroso e intrepido Comandante della difesa di Montefesta (zona lago di Cavazzo-lmernoppo Friuli) - - 30 ottobre-7 novembre 1917 e fondatore di tre istituti di educazione integrali (Ruta, Camogli e Ponte di Legno).
Il Winderling era nato a Milano, figlio di un medico e di una nobile Fornasini di Brescia. Era stato insignito di due medaglie d'argento ni valor militare e di una di bronzo e, inoltre, della medaglia d'argento dei benemeriti della cultura e della scuola. Il suo nome era diventato popolare in Friuli per il valore e l'intrepidezza che il Winderling aveva dimostrato quale comandante della difesa di Montefesta, che ebbe