Rassegna storica del Risorgimento
COMPROMESSO AUSTRO-UNGHERESE 1867; ITALIA POLITICA ESTERA 1867
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Angelo Tamborra
I. Tkalac, con l'intento di rappresentare e difendere gli interessi slavi, dentro e fuori l'Impero absburgico.
Foglio di grandi ambizioni e di risonanza europea, le idee in esso espresse ebbero una certa eco anche in Italia, in quanto estremamente aperte e moderne. Per Tkalac compito dello Stato austriaco non era quello di trasformarsi in uno Stato nazionale, ma quello di garantire la ce personalità dei suoi popoli, assicurare ad essi piena libertà di <c sviluppo organico , rendendo possibile la conciliazione dei loro interessi nazionali e politici attraverso un ideale di civiltà , che li conduca ad una attiva partecipazione alla vita culturale europea. Per Tkalac era indispensabile che 1 Austria, per consolidare la propria esistenza statale, dovesse effettivamente elevarsi all'idea del moderno Stato di diritto con tutte le sue conseguenze , assicurando a tutti i suoi popoli un più vasto campo di sviluppo ai propri interessi nazionali, sociali e religiosi... ; in particolare, per quanto riguarda gli Slavi, occorreva per lui partire da ima premessa fondamentale: il riconoscimento del oc significato storico e politico delle singole nazionalità slave ... con ogni garanzia per la loro posizione geografica e per lo sviluppo storico sin qui avuto, soprattutto quale parte integrante di un grande organico complesso . Perché agli occhi di Tkalac si poneva allora un interrogativo inquietante: se, scrive, noi Slavi... dobbiamo avere un avvenire storico nostro proprio, oppure dobbiamo amalgamarci con altri elementi nazionali .
La discussione era dunque aperta, ampiamente aperta, a Vienna come in tutti i maggiori centri dell'Impero e si trattava ormai di ricercare e avviare soluzioni nuove, che tenessero conto delle nuove realtà nazionali fermentanti nel complesso absburgico. Questa ricerca era viva, del resto, anche nell'ambito dell'emigrazione magiara che, dopo le delusioni subite, proprio dall'Italia e precisamente da Torino il 15 aprile 1862, dalle colonne del giornale italo-ungherese L'Alleanza del 18 maggio 1862, lancia il progetto di una confederazione danubiano-balcanica. Dovuto alla collaborazione di L. Kossuth, di G. Klapka, di F. Pulszky e dell'italiano MA. Canini, *9 secondo il Tkalac esso vuole essere un grido di ammonimento per l'Austria perché nella sua politica orientale non metta la testa nella sabbia come lo struzzo ; non senza affacciare, fra le righe, l'esortazione all'Austria perché ai rinnovi nel senso di accentuare le autonomie a base nazionale, accettando dunque nello spirito la soluzione presentata polemicamente col progetto di confederazione danubiana.8)
D Ost und West, 20 febbraio 1861.
*) A. TAMBORRA, Cavour e * Balcani, Torino, 1958, p. 347 e segg.; il testo del progetto hi / documenti diplomatici Italiani* serie I, voi. II, a curo di W. MATURI, Rome, 1959, pp. 293-294; nuche L. PASZTOB, La confederazione danubiana nel pensiero degli Italiani e Ungheresi nel Risorgimento, Roma, 1949, p. 52 e Begg.
s) Zur Zukunftpolltih Kossuths, in Ost und West, 31 maggio 1862.