Rassegna storica del Risorgimento

COMPROMESSO AUSTRO-UNGHERESE 1867; ITALIA POLITICA ESTERA 1867
anno <1967>   pagina <361>
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II compromesso austro-ungherese del 1867 361
La battaglia di Tkalac per difendere gli interessi degli Slavi della Monarchia finisce nel Punico modo allora possibile, cioè col suo esilio e il suo rifugio in Italia,J) dove sin dal suo primo giungere, nel novembre del 1863, egli è pronto a recare al governo di Torino ed alla pubblica opinione i risultati delle sue esperienze e delusioni. Così il 30 novembre 1863 egli comincia col presentare al ministro dell'Interno Ubaldino Peni zzi un Coup cToeil sur la situation intérieure de VAutriche. Egli vi critica apertamente il centralismo di Schmerling cornine cause principale du mécontente-ment de tous les peuples de PAutriche à Pexception des Allemanda e sin da allora, forte com'era della profonda conoscenza dei problemi absbur-gici da lui drammaticamente vissuti, giunge a concludere che la maggiore ce risorsa degli Absburgo resta sempre l'Ungheria: essa, regagnée par des concessions politiques, ne saurait refuser la main de PAutriche qui, à son tour, y trouverait un appui assez puissant pour combattre les nationa-lités rénitentes. Il est vxai que le gouvernement autrichien redoute de rétablir le dualisme qui changerait tout à coup le point de gravitation de Pétat; mais se voyant mis au dilemme de perdre la Hongrie ou de la contenter par des concessions les plus vastes, il se deciderà sans doute pour des con­cessions. E che vi riesca o meno dipenderà dal mantenimento della pace in Europa e che di conseguenza il partito rivoluzionario ungherese rimanga inattivo.2*
Come si vede, la diagnosi di Tkalac è in tutto aderente alla reale situa­zione dell'Impero. Recata a conoscenza del governo italiano, integrata da un altro promemoria sui Moyens d'agitations contre l'Autriche,*) questi due documenti costituiscono il punto di partenza di tutta una vasta attività politica di Tkalac: fra la fine del 1863 e Pestate del 1866 egli, in pieno accordo con Kossuth e col governo italiano, cerca di dare vita ad un vasto piano di sbarchi garibaldini sulla costa istriana e dalmata, con connesse insurrezioni nazionali dalla Croazia sino in Ungheria. Le vicende della guerra del 1866 e soprattutto la consapevolezza che la rivoluzione nazionale fosse tutt'altro che matura, inducono il governo di Firenze a non attuare la grande operazione anfibia; i piani di Kossuth e Tkalac, appoggiati dalla diplomazia italiana erede degli indirizzi di Cavour, rimangono così allo stato di semplice e vano progetto.
Visti da vicino e collegati con gli ulteriori svolgimenti costituzionali dell'Impero absburgico così ben avvertiti da Tkalac sin dal 1863, questi piani hanno un significato ben preciso: essi rappresentano l'ultimo tenta­tivo, compiuto dall'esterno e in occasione di una guerra, dalle forze colle-
J) A. TAMBOHHA, Imbro I. Tkalac e l'Italia, Roma, 1966, p. 62 e ségg.
2) Museo Centrale del Risorgimento, Roma, basta 917, Raccolta Amidi..
3) Ibidem,