Rassegna storica del Risorgimento
COMPROMESSO AUSTRO-UNGHERESE 1867; ITALIA POLITICA ESTERA 1867
anno
<
1967
>
pagina
<
362
>
362
Àngolo Taniborra
gate del partito rivoluzionario ungherese, degli Slavi meridionali e degli Italiani, per arrestare quegli svolgimenti costituzionali in senso dualistica che avrebbero messo in crisi per molti anni l'ascesa nazionale degli Slavi della Monarchia. Solo una guerra, ed una guerra collegata ad una rivoluzione nazionale dei popoli slavi della Monarchia, aveva notato Tkalac, avrebbe impedito raccordo fra Austro-tedeschi e Magiari. Queste due condizioni si erano verificate, appunto, nel 1866 con la guerra della Prussia e dell'Italia contro l'Austria. Ma l'occasione era mancata.
In senso analogo, cioè anti absburgico, doveva aver agito anche un esule ceco, Josef Vaclav Fric che nel 1864 aveva compiuto un viaggio in Italia, incontrandovi un paio di ministri e segretari di ministri (cioè probabilmente il segretario generale agli Esteri, Marcello Cerniti), esponenti dell'emigrazione polacca, magiara e croata e, soprattutto, a Caprera, Io stesso generale Garibaldi.
Nel complesso, ambienti dirigenti italiani e pubblica opinione erano abbastanza orientati e informati circa i problemi interni dell'Impero absburgico e sul suo lungo travaglio costituzionale. Ancora una volta, sono gli avvenimenti esterni, cioè la sconfitta subita nel 1866 col conseguente allontanamento definitivo dell'Austria dalla scena germanica, ad indurre un nuovo ripensamento costituzionale, dopo anello del 1860-61. Solo che, a differenza di pochi anni prima, dopo il 1866 agli occhi di attenti osservatori italiani il problema nazionale nell'ambito dell'Impero si presenta ormai in primo piano e non può essere più eluso, or Nell'Austria oggi non sono rimasti possibili che due soli dei sistemi tra' quali è vacillata sinora la mente dei suoi uomini di Stato: il sistema federate proposto dagli Slavi e il dualista voluto da' Magiari, scrive sulla autorevole Nuova Antologia il 30 settembre 1866, il più acuto ed informato commentatore politico italiano dell'epoca, Ruggero Bonghi. Quale dei due prevarrà , egli si chiede? Se il sistema dualista può riuscire a soddisfare Magiari e Tedeschi quelli, perché difficilmente domabili, questi perché ormai attratti anche verso un centro diverso, devono essere offesi e scontentati il meno Che è possibile, nel riordinamento dell'impero gli Slavi sarebbero soddisfatti di questa combinazione? E l'Impero cosi ordinato sarebbe, come vuole il Palacky un'effettuazione dell'eguaglianza di diritto tra le diverse stirpi che lo compongono? . La risposta, per Ruggero Bonghi, è una sola e veramente aderente a quelle che sono le necessità e le aspirazioni dell'elemento slavo e romeno della Monarchia: il dualismo deve essere conciliato con larghissime autonomie lasciate ai territori abitati da popolazioni slave o romene.
i> J. V. FRIC, PameA (.Ricordi), a egra di K. CVEJW, Praga, 1963, voi. IH, pp. 164-165, 123-126.