Rassegna storica del Risorgimento

COMPROMESSO AUSTRO-UNGHERESE 1867; ITALIA POLITICA ESTERA 1867
anno <1967>   pagina <364>
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364.
Angelo Tamborra
nante dell'atteggiamento della pubblica opinione italiana più autorevole prima e dopo la conclusione del Compromesso.
Quanto all'atteggiamento della diplomazia italiana, si deve notare anzi­tutto che la ripresa dei rapporti diplomatici fra Vienna e Firenze, subito dopo la conclusione della guerra e le trattative per la cessione del Veneto, mette in condizione il primo rappresentante italiano a Vienna, l'incaricato d'affari conte Luigi Rad Opizzoni, di riferire solo il quadro immediato e ravvicinato delle situazioni interne e delle sollecitazioni internazionali che condurranno al Compromesso del 1867. Tuttavia, anche dopo pochi giorni di contatti con la classe dirigente imperiale e con la società austriaca, il conte Rati Opizzoni mostra di saper cogliere il fondo vero dei problemi e delle situazioni, con particolare sensibilità di fronte al fatto nazionale. La prima e più immediata osservazione deU'Opizzoni, l'il novembre 1866, è quella di legare le trasformazioni interne dell'Impero alla nuova situazione crea­tasi dopo la guerra. S'arranger coute qui conte avec la Hongrie est le seul moyen praticrae qui se présente à l'Autriche après la position qui lui a été fai te par les derniers événements. Le Gouvernement Imperiai, tortine par ime entente véritable avec la Hongrie, peut assez bien se passer du concours bienvieillant d'autres pays de la couronne, car ces pays finiront toujours par se grouper autour de lui . *)
Non vi erano dunque altre alternative per l'Impero, anche se il par­tito austro-tedesco è ben lungi dell'accettare questa diminuzione del suo peso politico a favore dei Magiari. Ces opinions et ces sentiments du parti allemand autrichien scrive il Rati Opizzoni me paraissent bien compromettants pour l'Empire d'Autriehe car par là l'on sait que ce parti ne tìent aucun compte ni des autres nationalités magyares et slaves, ni de la position que la paix de Frague a faite à l'Empire. Malgré ses très pro-blématiques sept ou huit millions d'allemands, cet empire pouvait et je dirais il devait mème fonctionner par une charpente allemande et dans un gens allemand quand l'Autriche avait derrière elle toul l'ancien corps ger-manique... Mais vouloir maintenant ramener l'Autriche sur le terrain par trop allemand ce serait lui faire courir la plus belle des aventures à l'inté-rieur et à l'extérieur : di fronte al fallimento del regime assoluto, non rimane che il concorso al sistema costituzionale: questo ce est devenu un élé-ment legai et indispensable aux dissensions que la baine reciproque des nationalités a déchainées dans l'Empire d'Autriehe; M. Belcredi... a cherché dans le dualismo... la seule voie polilique qui se presentai corame point de rapprochement pour amener le compromis consti tu tionnel dont
0! A.S.M..E. [Archiviò storico del Ministero degli Esteril, busta 851, Rapporti della Legazione in Vienna, Rati Opizzoni a Visconti Venosta, ministri. degli l'interi, Vienna, 11 novembre 1866.