Rassegna storica del Risorgimento
COMPROMESSO AUSTRO-UNGHERESE 1867; ITALIA POLITICA ESTERA 1867
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l'Empire d'Autriche a tant besoin. , conclude il Rati Opizzoni, je ne dis pas que celte solution soit sans inconvénienls, mais je la crois en tona les cas la meilleure parmi toutes Ics solutions mauvaises qui se présentent .3'
La diplomazia italiana in quel momento era indirizzata a ricercare ed avviare una riconciliazione franca e leale con l'Austria, secondo quelli che erano gli stessi orientamenti del re Vittorio Emanuele, desideroso di rientrare finalmente nella legalità dinastica europea. Nonostante il gesto di aver trattato la cessione del Veneto con Napoleone IH e non direttamente con lui, Vittorio Emanuele secondo un colloquio col generale Mohring, plenipotenziario austriaco per la cessione del Veneto, avvenuto a Venezia 1*8 novembre 1866 aveva tuttavia superato quello che egli definiva un acte de vengeance che egli aveva ce profondément senti . Per questo il re, pronto sempre a fare una sua politica personale, che del resto poi veniva seguita dal governo, incaricava il gen. Mohring di parlare a suo nome, apertamente, all'imperatore Francesco Giuseppe: oc Pourtant dites-lui que je me mets à sa disposition; dites-lui que je n'aime ni la Prusse, ni la France. L*une me harasse et m'exploite, l'autre m'irrite et mon peuple avec ses airs de protection ... Eh bien, dites-lui que je me mets à sa disposition avec 400.000 ou 450.000 hommes contre la Prusse; contre ... contee ... la France, ce serait plus difficile, aussi aimerais-je mieux que ce fut avec elle que nous allions tous les deus. Dites à I'Empereur qu'il se peut fier à ma parole. Je la donne comme Roi et comme soldat .2)
Si trattava, dunque, di un vero e proprio programma di riconciliazione fra l'Italia ed Austria sia pure espresso con le solite parole da Rodomonte. E tale programma verrà poi costantemente seguito dalla diplomazia italiana, la quale non ignorava i desideri ed i propositi di rivincita alimentari in Austria dove la disfatta di Sadowa non era accettata come decisiva e dove la tradìtion allemande était trop ancienne et trop ancrée à la cour 8) per poter essere messa a tacere di colpo. La scelta di Beust come ministro degli Esteri aveva il significato di gettare le basi di una rivincita soprattutto contro la Prussia, non ritenendosi sul momento chiusa la partita per il primato nell'ambito del mondo germanico. Ed era evidente che il consolidamento interno, l'eliminazione delle cause profonde di debolezza messe in luce anche nel corso dell'ultima guerra dai tentativi del partito rivoluzionario ungherese, in collegamento con i Croati, rappresentava la premessa di qualsiasi affermazione internazionale.
Questo consolidamento interno dell'Impero, in senso contrario alla
i) ÀiS.M.E, Archivio della Legazione in Vienna, Registro Copialettere n. 1, Rati Opizzoni a Visconti Venosta, Vienna 2 dicembre 1866.
2) H. H. u. STAATS AKOHJV, Wien, Poi. Ardi,, Fasz XXXX-112; pubbL in Rassegna storica del Risorgimento, 1963, fase, 1, p. 91 e seg.
*) L. EISKWMANN, Le Comprami auttro-hongrois de 1867, Parigi, 1901, p. 438.