Rassegna storica del Risorgimento
COMPROMESSO AUSTRO-UNGHERESE 1867; ITALIA POLITICA ESTERA 1867
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H compromesso austro-ungherese- del 1867 369
rétablissement de l'ordre et de la prospérité lui redonneront infailUblement sa position dans la politique extérieure. " Nous ne sommes ni aussi faibles, ni aussi morts qu'on se plait à le croire ", a-t-il dit tout rcceniment; - je ne suis point venu ici pour jouer le scote d'ordonnateur des pompes funèbres; bientòt l'Àutriche redeviendra forte et alors nous reconquerrons bien vite notte ancienne position " . *>
La chiave della situazione era tenuta in mano, in definitiva, dal Déak, sulla cui lealtà il governo contava sopra ogni cosa. Non vi è dunque da meravigliarsi se la famosa lettera di Lajos Kossuth diretta appunto al Déak per rimproverargli la condotta tenuta nel senso di favorire la riconciliazione della nazione magiara con la Corona, sia caduta nel nulla: elle n'a produit aucun effet scrive il de Barrai il 30 marzo 1867 et a été regardée par tout le monde cornine un véritable anachronisme. Le célèbre patriote a été évidemment mal renseigné sur la situation de son pays et n'a pas compris cpi'en obtenant, après vingt années de lutie, tout ce qu'elle avait demandò, la Hongrie a le plus grand intérèt à rester unie a l'Àutriche, qui dans le nouveau grand système des grandes agglomerations européennes, lui sert de point dappiù et devient méme pour son existence un élément de sécurité .s)
Nel complesso la diplomazia italiana, attraverso i suoi rappresentanti a Vienna, mostra una notevole ammirazione per la personalità del conte Beust, per quanto di nuovo o di non consueto egli ha recato coraggiosamente nella ricerca di una soluzione ai problemi dell'Impero. Tuttavia, come abbiamo visto, le riserve e gli interrogativi non mancano, soprattutto per quanto riguarda l'atteggiamento degli Slavi ed in particolare di Boemi e Slovacchi. Il malcontento e le reazioni anche violente di questi al sistema dualistico finiscono per trovare eco anche nella stampa italiana. Nell'ottobre del 1867 il patriota e rivoluzionario ceco J.V. Fric si era trasferito a Berlino. E qui, dopo i lontani progetti del 1861, affacciati con Herzen e Pogodin, o quelli più recenti elaborati con il polacco Z. Mifkowski (Jez) e con il croato mons. J.J. Strossmayer per una rivista franco-slava, *) egli aveva dato vita alla Correspondance Tchèque. Scopo di questo foglio di battaglia politica era quello di far conoscere all'Europa il problema ceco nel momento in cui il Compromesso del 1867, rivelatosi ormai vitale, metteva un freno alle possibilità di sviluppo e di affermazione di un movimento nazionale presso gli Slavi della Duplice Monarchia.
1) A.S.M.E., busta 10 (1252) cit, De Barrai a Visconti Venosta, Vienna 1 marzo
2867.
?) A.S.M.E., basta 10 (1252) cit De Barrai a Visconti Venosta, Vienna 30 marzo
1867
a) J. BENDA, Rullami a politicità cianosi J. V. FriS. v dohe jeho emigrace v Francii t> letech 1860-1867 in /. V. FriS. A demokratické proudy v ceaké politico a kidtufe. Sbornlk stati, a cara di V. 2ACEK e K. Kosfic, Fraga, 1956 p. 151 e segg.; J. V. Fate, PameA cit., voi. HI, p. 176.