Rassegna storica del Risorgimento
MILLE (SPEDIZIONE)
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1967
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pagina
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Modenesi dei Mille
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reo di delitto di lesa maestà alla pena della galera a vita . Alla sentenza Francesco V, felice d'aver esemplarmente punito un liberale o, meglio, un pendaglio da forca, appose bontà sua il seguente rescritto il 6 novembre successivo : Vista la sentenza... troviamo di ridurre in via di grazia la pena... a 12 anni di carcere da subirsi in un forte . -) Tradotto dunque dall'ergastolo di Modena nel forte di Rubi era, ebbe sentore che il duca tacciava d'indulgenza tanto il comandante quanto il custode e senza esitazione, pur sapendo che la sua condizione sarebbe di gran lunga peggiorata, chiese d'esser restituito all'ergastolo della capitale, per non costringerli a dimettersi; era il 12 settembre 1855 ed imperversava il colera. Ma la madre a sua insaputa, grazie ai buoni uffici della N.D. Teresa Malmusi ved. Montanari e di due degni ecclesiastici, ottenne che la pena detentiva fosse commutata in quella dell'esìlio... perpetuo; il figlio vi si acconciò, soprattutto perché la famiglia doveva sostenere una spesa eccessiva per mantenerlo in carcere, e il 20 febbraio 1856 fu scortato ai confini, donde proseguì alla volta di Torino, poi di Genova. E qui, mentre dirigeva i lavori di prolungamento del molo, riprese manco a dirlo a cospirare, proprio quando per la quarta volta consecutiva la Lunigiana doveva essere scossa da un moto insurrezionale: la notte del 25 luglio una banda armata d'un centinaio d'uomini, agli ordini di quattro emigrati residenti in città, tra cui il Montanari, varcò il confine di Sarzana; tagliati i fili telegrafici, s'impadronì della dogana estense alla Parmignola e vi sequestrò 2500 svanzicbe in nome del governo sardo. Ma le città di Massa e Carrara, che dovevano insorgere, non si mossero e la banda dopo alcune ore d'inutile attesa dovette ripiegare in terri-torio sardo, dove i carabinieri operarono ventidue arresti.
II Montanari, tradotto in carcere, negò d'aver partecipato all'impresa ed affermò invece d'essere rimasto alla Spezia; e, sebbene tale affermazione non fosse confermata dalle registrazioni dell'ufficio passaporti , venne rilasciato verso la metà d'agosto; ma due mesi dopo fu di nuovo arrestato e tradotto a Sarzana per accertamenti e finalmente la camera d'accusa di Genova con ordì* nanza del 30 ottobre rimise in libertà tutti i detenuti, dichiarando non farsi luogo a procedere. 2)
Instancabile il Mazzini lesse una nuova trama, riserbando al Montanari una parte di primo piano in Lunigiana, massime in quel di Pontremoli, dove avrebbe dovuto fortificare con opere passeggere alcune gole, che davano nel Parmense; ma si urtò a un netto rifiuto. Ho dispiacere di dovervi dare, come avete immaginato, una negativa, non per rifiutare al mio paese la mia vita, che questa glieFho già consacrata, ma semplicemente perché con gente, che non co* nosco e cbe fuggirà al primo sparo di fucile, non voglio immischiarmi, né rendermi responsabile di un molo, il quale, appena nato, sarà morto e non avrà per compenso che il sacrificio dei buoni e il bando dall'Italia di quasi tutta l'emigrazione, il raffreddamento al principio repubblicano e il ritardo al con
i) C. CERETTI, op. cit., pp. 299-303.
-9 I/emigrazione politica in Genova ed in Liguria dal 184(1 al J857H voi. IH, Modena, Soc ed. modenese, 1957, pp. 588-89. Non vita dubbio cbe il M. varcasse il confine: basterebbe a convincersene la lettera del Mozzini, Genova, 26 settembre 18S6, su cui si tornerà tra poco. Cfr. S.E.L, voi. XXXIII, Imola, cooperativa tip. ed. P. Galead, 1931, pp. 110-113.