Rassegna storica del Risorgimento
MILLE (SPEDIZIONE)
anno
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1967
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pagina
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388
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Rocco Vincenzo Miraglio:
seguimento della nazionalità, oltre il rendersi ridicoli e inetti in faccia agli stranieri.1)
Inutile soggiungere che tale rifiuto dissuase il Mazzini dall'egire.
Espulso dal regno di Sardegna, riparò in Svizzera, prima a Ginevra, poscia a Lugano, ove impartì lezioni private di matematica per vivere.
Snona la diana di guerra: egli accorre in Piemonte e il 1 aprile è nomi* nato luogotenente di stato maggiore e addetto ai cacciatori delle Alpi. Garibaldi durante la campagna gli affidò le missioni più difficili e pericolose, in cui spiegò come sempre rara intrepidezza, sangue freddo ed intelligenza fuori del comune; così il 24 maggio, recatosi a Magadino ed abboccatosi con alcuni emigrati e patrioti lombardi, li spronò ad insorgere ovunque fosse possibile e nei giorni 25, 26 e 27 parecchi paeselli del lago di Como, aiutati dai capitani dei quattro battelli a vapore, che ad onta dei severissimi ordini dell'Urban non sì peritarono di dar loro man forte, insorsero, catturando gendarmi e poliziotti; -) così il 27 maggio, lo stesso giorno del fatto d'arme di S. Fermo, era a Como per vedere se fosse possibile tentar qualche cosa .3) Si radunarono quindi presso l'aw. De Capitani alcuni cittadini, fra i quali l'ing. Enrico Pes* sina e Pompeo Orsenigo; sì discusse a lungo e si finì col deliberare all'una* nimità essere impossibile il promuovere una sollevazione per assoluta mancanza di armi, onde ne sarebbe conseguita un'inutile strage di cittadini da parte degli Austriaci comandati dall'Urban .4J Tre giorni dopo, agli ordini del Bixio si trattò d'impadronirsi con un colpo di mano dei tre vapori austriaci ancorati a Laveno: invano i battelli, riuniti a Pallanza, erano stati nettati sotto il piano e spalmati accuratamente di sego, invano erano stati fasciati i remi e gli scalmi, per evitare ogni rumore durante la voga; invano erano stati convocati doga* nieri e contrabbandieri per la sera del 30. Passate molte ore della notte senza venire a capo di nulla , il Bixio s'era potuto finalmente scostare un quarto di miglio da terra, grazie al concorso di pochi uomini saliti a bordo, quando, ve* dendo un legno austriaco metter la prora su di loro e udendo tuonare le arti* glierie dei forti di Laveno, in preda al panico eran tornati all'approdo, ed ogni speranza era svanita. Passati a Strega, il Bixio e il Montanari a stento poterono traversare il Iago su una barca, quantunque inseguiti dal vapore austriaco, e approdare a S. Caterina, a valle di Cerro Lago Maggiore, ora frazione del comune di Laveno Mombello.6) Questa missione valse al Montanari la prima medaglia d'argento al valor militare con questa motivazione: Per raggiungere il proprio generale traversò con grande ardimento e su di un piccolo schifo il Lago Maggiore alla vista edi vapori nemici Laverno, 30 maggio 1859. >
1) Ibidem.
*) GIOVANNI VISCONTI VENOSTA, Ricordi di gioventù, 2a ed., Milano, tip. ed. L.F. Coglimi, 1904, p. 477.
ft) C. BRAMBILLA, 1846-1870, ricordi, Como, tip. YanoBsi e C.f 1884, p. 33.
4) Garibaldi e i garibaldini, Como, ed. R. Gagliardi, 1910, nota 3 a p. 150.
W FRANCESCO CARHANO, I cacciatori delle Alpi comandati dal gen. Garibaldi netta guerra del 1859 in Italia, Torino, Unione tip. ed., 1860, pp. 338439 e L. DE LA VARENNE, Le chasseur des Alpes et des A pannins, Firenze, Le Monnier, 1860, pp. 531. Inutile soggiungere che si segue la versione del primo, il quale era il capo di stato mugg. dei cacciatori delle Alpi. Il secondo a pp. 400401 traccia pure un profilo del M., che per altro non e scevro di errori*
0) Ordine del giorno dell'esercito n. 44 del 12 luglio 1859.