Rassegna storica del Risorgimento

MILLE (SPEDIZIONE)
anno <1967>   pagina <389>
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Modenesi dei Mille
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H 5 giugno nuova missione in Valtellina: ...organizzerete militarmente e colle stesse condizioni dei cacciatori delle Alpi quanti individui vi si pre­senteranno capaci di portar le armi. Per denari, viveri, vestimenta, cavalli, ecc. vi dirigerete ai municipi, dando loro in cambio buoni validi legalizzati. Ro­vescerete il governo austriaco ovunque si trovi stabilito ed erigerete il governo del re Vittorio Emanuele II. Trovandovi nella possibilità di farlo, procurerete di scacciare dai punti importanti qualunque forza austriaca e di stabilirvi forze italiane. In caso si presenti in quelle parli un regio commissario, vi porrete ai di lui ordini, se non vi troverete a portata del comando di questa brigata. In ogni caso mi terrete informato d'ogni occorrenza, potendolo effettuare .X) Da queste istruzioni chiaro "emerge quale fiducia Garibaldi riponesse nel Mon­tanari, che il 1 giugno su proposta di lui era stato promosso capitano, sempre nello stato maggiore.
Senza indugio questi, seguito da qualche ufficiale e da una dozzina d'istrut­tori, scelti tra i cacciatori delle Alpi, si presentò al regio commissario della Valtellina Giovanni Visconti Venosta, che ne aveva sollecitato l'assegnazione al btg. bersaglieri valtellinesi in via di formazione. Troppo stridente era il contrasto tra le due personalità, perché prima o poi non si producesse un at­trito: aristocratico, prudente, diplomatico, profondo conoscitore della valle e dei valligiani il commissario; tutto impeti, brusco, sbrigativo, temerario, fie­ramente anticlericale il capitano là dove i sacerdoti avevano sposato la causa della libertà; e nocquero non poco a questo le copiose libagioni di Sassella e d'/n/erno del primo giorno, allorché era stato invitato a cena dal Visconti Venosta. Assunto il comando del btg., composto di guardie nazionali mobilitate, volontari, finanzieri, renitenti e disertori, non seppe conciliarsene gli animi e purtroppo il malcontento e l'antipatia ne' suoi confronti non cessarono più* Raggiunto l'avamposto di Ponte del Diavolo, tre giorni dopo manifestò al com­missario il proposito, certamente prematuro, d'impadronirsi con un colpo di mano notturno di Bormio, fortemente difesa dagli Austriaci; questi, valendosi de' suoi poteri, gl'ingiunse di desistere e, a corto d'argomenti, dichiarò che una simile operazione non doveva essere effettuata senza il preventivo assenso di Garibaldi, il quale, persuaso con valide ragioni dal Visconti Venosta in per­sona, l'il impartì da Bergamo l'ordine di soprassedere. A Bormio ci andremo insieme così il generale e lo ricompenserò destinandolo per l'attacco alla avanguardia col suo btg. valtellinese. Col mandarle quel capitano, caro commis­sario, le ho mandato una vera perla .2)
Altro ed altrettanto grave attrito il 15 col col. Alessandro Negri di San* front, untante di campo di S.M., mandato ad ispezionare il sistema difensivo e le fòrze della valle: questi aveva formulato molte, troppe osservazioni; il Montanari, forse più competente, le aveva prese in. mala parte e soltanto l'autorità del grado, di cui il primo s'era prevalso, aveva posto termine all'in* crescioso battibecco. Inutile soggiungere che fu energicamente ribadito l'ordine di non intraprendere alcuna operazione offensiva. Mentre proseguiva l'orga­nizzazione dei bersaglieri ancora disarmati a Bolladore8) e gli armati raggimi* gevano mano a mano l'avamposto, entrava in Valtellina, alla testa di alcune
i) F. CAIUUNO op. cit* pp. 374-375.
?) 6. VISCONTI VENOSTA, op. eli., p. 514.
s) Frazione di Sondalo, da cui dista km. 0,6, a valle di Ponte del Diavolo.