Rassegna storica del Risorgimento

MILLE (SPEDIZIONE)
anno <1967>   pagina <390>
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390 Rocco Vincenzo Miraglia
unità dei cacciatori delle Alpi il Medici, che imprimeva alle operazioni un nuovo corso, passando decisamente all'offensiva e rintuzzando così ogni velleità austriaca di scendere a valle. In ogni fatto d'arme i Valtellinesi si batterono con intelligenza e con grande valore, massime il 26 giugno al Ponte del Diavolo: più volte il nemico assalì il terrapieno, che sbarrava la valle, ma invano; al fragore delle fucilate i disarmati, arrampicatisi sulle falde scoscese del monte, che fiancheggia la strada postale, presero a rotolar sassi e macigni, da loro stac­cati, lungo il ripido pendio, costringendo gli Austriaci ora a indietreggiare, ora a cercar riparo da quella valanga; e questo intervento influì indubbiamente sulle sorti del vittorioso combattimento. D 27 l'avamposto saliva a S. Antonio di Morignone, " il 2 luglio occupava Cepina-) e nello stesso giorno il Medici s'impadroniva di Bormio quasi di sorpresa. Ad onta del contrario parere del Montanari l'intendente8) Enrico Guicciardi, nominato di fresco, ottenne che il btg. fosse mandato a Sondrio e riorganizzato di sana pianta; ma, prima ancora che tale movimento fosse effettuato, il capitano era richiamato al Q.G. e il comando interinale del btg. era affidato al collega Luigi Strambio del 1 rgt. dei cacciatori delle Alpi.4) Ed era in Val Camonica il 12 luglio, quando, d'ordine del generale, si presentò come parlamentario, insieme col magg. Giovanni Mathieu, comandante il II btg. dei cacciatori degli Appennini, agli avamposti austriaci del Tonale, latore d'un dispaccio concernente il loro sgombro dal ter­ritorio lombardo, cui fu risposto alle 20 a Ponte di Legno che tale sgombro sarebbe avvenuto, non appena tutto il materiale da guerra fosse stato traspor­tato nel Tirolo; e, poiché al mattino truppe austriache si erano portate proprio a Ponte di Legno e a Villa per imporre requisizioni, egli ne mosse aspra la­gnanza al comandante del primo avamposto, il quale gli chiarì guarda caso! - che si trattava d'uno... sbaglio commesso dal proprio sottotenente e promise che tale inconveniente non si sarebbe più ripetuto. ) Ormai l'armistizio era stipulato ed egli il 27 luglio da Lovere chiese una licenza di tre mesi, per poter riabbracciare i familiari e dar sesto ai suoi interessi dopo tanti anni di carcere e d'esilio: roso dall'impazienza, non attese la risposta e volò a To­rino, ove il 31 gli fu rimessa copia del dispaccio, con cui gli veniva concessa. c) Dalla licenza alle dimissioni il passo è breve, ed egli il 19 agosto le rassegnò da Modena, volendo continuare a difendere la causa patria nell'Italia cen­trale; ma, prima ancora che fossero accolte,7) il 25 venne incaricato di coa­diuvare il magg. Giuseppe Fontana8) nell'organizzazione e nell'addestramento del btg. bersaglieri di Reggio, destinato a diventare il XXII del corpo; però non
*) Fraz del comune di Valle di Sotto, da cui dista 4 km.
*9 Altra frazione, a monte dello .stesso comune.
8) Oggi diremmo prefetto di Sondrio.
*) Per maggiori particolari sulla permanenza del M. in Valtellina cfr. G. Vi­sconti VENOSTA, op. cit., pp. 499*541. L'A. rende omaggio al valore del M. con queste parole: Molti mesi dopo seppi che, partito coi Mille e gravemente ferito a Calata-fimi, era morto pochi giorni dopo : era morto da prode quale era sempre stato .
a) H Montanari a Garibaldi, Edolo, 13 luglio 1859 in La guerra del 1859 per t'indipendenza d'Italia* a cura dell'Ufficio Storico del Comando del corpo di stato maggiore, voi. IT, documenti, Roma, stai), tip. della soc. ed. limale, 1912, p. 834.
0) N. 9065 div. per.
7) Lo saranno il 26 agosto 1859.
8) È un omonimo del cap. Giuseppe Fontana, di cui si è precedentemente parlato.