Rassegna storica del Risorgimento

MILLE (SPEDIZIONE)
anno <1967>   pagina <396>
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Rocco Vincenzo Miraglio.
all'apposito esperimento d'idoneità al grado di sottotenente; ma, prima che tale esperimento avesse termine* e precisamente il 4 novembre, rientro in compa­gnia ignoro per quale ragione. Congedato il 16, il 23 successivo, nella speranza di battersi ancora e presto, riprese servizio nel II big. bersaglieri delle truppe modenesi e parmensi, destinato a diventare indi a poco il XXV del corpo, e vi fu promosso caporale il 6 dicembre.
Era in forza alla 97* cp., di guarnigione a Porto S. Stefano il 9 maggio 1860, quando vi attraccarono i due vapori della spedizione dei Mille, per rifor­nirsi di carbone e d'acqua: che è, che non è, il Ravà con altri tre commilitoni sale a bordo del Lombardo e, ad onta della caccia data dagli aiutanti di campo di Garibaldi, non schizza fuori se non quando la nave ha preso il largo. Asse* gnato con loro alla 1* cp., tanto si distinse da meritare la promozione a sotto­tenente sul campo. Luogotenente l'il giugno a Palermo, allorché si costituì la I brig. della 15" div., fu destinato alla 2" cp. del II btg. e secondò efficacemente il Bixio nella repressione del moto reazionario di Bronte. Quando si costituì il I btg. bersaglieri della 18a div., formatasi attorno alla I brig. della 15*, rima­sta alle dipendenze di Bixio, fece immediatamente passaggio alla 1" cp., conse­guendo la promozione a capitano il 4 agosto. Si balte egregiamente a Reggio e a Monte Caro: sarebbe stato un brillante capitano dei bersaglieri anche nel­l'esercito regolare, ma alla sua ammissione ostava perentoriamente la diser­zione, ond'è che rassegnò le dimissioni, accolte in Napoli il 12 dicembre
E qui cominciò il suo calvario: arrestato a Parma dalle guardie di pubblica sicurezza e tradotto in quelle carceri in attesa di giudizio il 30 aprile 1861, fu condannato ad un anno di reclusione militare con sentenza del tribunale di quella città in data 16 maggio. Ben è vero che la restante pena gli fu condo­nata il 4 giugno, ben è vero che anch'egli fu ammesso a godere dell'amnistia concessa con R.D. 27 ottobre 1860, ma era un ben strano modo di ricompensare i brillanti servigi prestati in nome del sacrosanto amor di patria! Né si obbietti che avrebbe evitato la condanna, se si fosse immediatamente restituito al corpo, giacché altri, pur essendosi uniformato a questa norma, incorse ugualmente nella pena detentiva.
Promosso sergente d'amministrazione il 1 ottobre, dopo una breve per­manenza allo stato magg. del 3 rgt. bersaglieri, rientrò al suo btg., che dal 16 aprile ne faceva parte. Maturavano intanto altri eventi. Accorso al richiamo dell'Eroe, disertò una seconda volta, da Bagheria lo raggiunse il 3 agosto a Mez-zoiueo e il 7 assuse in Villalba il comando della 3a cp., allora costituita, del II btg. bersaglieri, agli ordini di Francesco Bidischini, suo commilitone nella 97" cp. e tra i Mille. Il resto è noto: sbarcato il 25 a Melilo di Porto Salvo, il battaglione stesso raggiunse il 28 i Forestali e il 29, quando si versò generoso sangue fraterno, ne distava appena un'ora di marcia. Tra i colleghi il Ravà era Tunico regnicolo e recidivo per giunta e quindi cadeva in pieno sotto le seve­rissime sanzioni del codice penale militare: sotto mentite spoglie vagò a lungo sull'Appennino Calabro; poi, colto il destro, riparò a Liverpool, donde s'imbarcò per gli Stati Uniti d'America, munito di questa commendatizia di Garibaldi in persona: Raccomando ai miei amici d'America il sig. Eugenio Ravà. Egli è uno dei Mille, che mi seguirono a Marsala. Nel 1860 comandava una compagnia di mio figlio Menotti, ) egli venne con me ad Aspromonte. Possa
*) Infatti il I btg. bersaglieri della l8n div, era comandato da Menotti Garibaldi.