Rassegna storica del Risorgimento
MILLE (SPEDIZIONE)
anno
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1967
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pagina
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399
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Modenesi del Mille
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(Bixio) della 15" div., 1*11 giugno assunse il comando del HI btg. di nnova formazione e lo condusse dapprima attraverso Tisola, poscia alla presa di Reggio, ove fornì nuove prove del suo indomilo coraggio e della sua singolare capacità professionale, facendo prigioniera pressoché per intero una cp. borbonica rimasta tagliata fuori, perchè d'avamposto fuori della città. *)
Promosso lgt. colonnello il 24 agosto, asunse in comando del 2 rgt. della stessa brigata, inquadrata ora nella 18" div., sempre agli ordini del Bixio, e il 1 ottobre ebbe finalmente modo di palesare tutte le sue doti di comandante e di soldato. Quando, sotto la pressione dei tre btg. carabinieri esteri, la 18a div. dovette inizialmente ripiegare, sia pure contendendo al nemico il terreno palmo a palmo, il Taddei, alla testa d'un battaglione della II brig.,-> mentre il Dezza contrassaltava di fronte, cadde con estrema energia sul fianco nemico, costringendolo ad abbandonare la vetta di M. Caro e infliggendogli sensibili perdite. La situazione si veniva ristabilendo, i terribili assalti alla baionetta sferrali ancora dal Dezza e dal Bixio in persona fecero il resto; e la 18" vide la terga degli Austriaci e dei Bavaresi in fuga.
Il 2 da Monte Viro la I brig. concorse all'azione, precludendo la ritirata ai borbonici, battuti a Caserta Vecchia, ...quando dei corpi saranno comandati da ufficiali come Dezza, Piva, Taddei, Spinazzi, ed avranno a capo di stato maggiore un ufficiale come Ghersi, se la vittoria non coronerà sempre i loro sforzi, certo sapranno incontrare ai loro posti una morte gloriosa . Così nella sua relazione sui fatti d'armi del 1 e 2 ottobre il Bixio, che non era davvero prodigo d'elogi; 3> e, giusto premio al suo valore ed alla sua capacità nel corso dell'intera campagna venne conferita al Taddei la croce di cavaliere dell'ordine militare di Savoia, con questa motivazione: Valente ed esperto ufficiale in ogni incontro da Calatafìmi a S. Maria, diresse sotto gli ordini del brig. Dezza a M. Caro, a Maddaloni la resistenza, che i nostri opposero a stranieri, che vi si spinsero da Valle. Nel combattimento di Reggio fece prigionieri gli avamposti nemici, caricandoli alla baionetta, la spedizione."*K
Confermalo col proprio grado nel corpo volontari italiani il 4 agosto 1861, fn immesso nell'esercito regolare e contemporaneamente collocato a disposizione del ministero il 16 aprile 1862; ma il 13 luglio successivo fu assegnato al 23 rgt ftr. e il 5 novembre 1864 trasferito al 19", con cui partecipò alla campagna del 1866, agli ordini vedi il caso! del lgt. gen. Giuseppe Sirtori, comandante della 5" div., che era stato capo di stato magg. prima dei Mille, poi dell'esercito meridionale. il 24 giugno, allorché il 19, combattendo accanitamente, riuscì a respingere verso Palazzina il 28 rgt. ftr. (Benedek). egli
*) CARMI A RATI. Da Palermo al Volturno, Milano, Mondadori, 1937, p. 358.
2) Per le vicende del combattimento il III e il IV btg., che componevano il suo rgt., erano stati sottratti al suo comando: l'uno, che da M.S. Michele era sceso a Villa Gualtieri, si batteva agli ordini del Piva, l'altro dal M. Colombaio stava serrando sotto nella stessa posizione:
8) Tale relazione è pubblicata Integralmente come documento 86 (pp. 472-75) in C. PECORINI MANZONI, Storia della 15a div. Tiirr nella campagna del 1860 in Sicilia e Napoli, Firenze, Bocca, 1876. Cfr. altresì il documento 89 (pp. 479480) e cioè la relazione Dezza sugli stessi fatti d'armi, e G.C. ARDA, Da Quarto al Volturno, 6" ed., Bologna, Zanichelli, 1909, pp. 258-259.
') EDOARDO PIVA, Un volontario garibaldino il gen. Domenico Piva, in Rassegna storica del Risorgimento, a. IV (1917), p, 124