Rassegna storica del Risorgimento

MONTANELLI GIUSEPPE POESIE
anno <1967>   pagina <406>
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.Renato Composto
dere di rompere al tutto coi vecchi potentati e mettersi a capo delle demo­crazie nazionali .1 )
Ma nel corso del 1861, quando, incontratosi con i mazziniani fiorentini nella fondazione della Nuova Europa, si trovò ad affrontare dalle colonne di essa le polemiche sull'occupazione francese di Roma, la distinzione fra la Francia di Carlo Magno e la Francia dell'Ottanianove 2) apriva la via a sostenere che il napoleonide, come già Napoleone I nell'immagine manzoniana, stesse fra due età, fra due Francie: Disse il Ricasoli che dobbiamo andare a Roma d'accordo con la Francia. Benissimo Ma con qual Francia? Con quella di Carlo Magno, o con quella delTOuantanove?... Per andare a Roma d'accordo con Francia fa d'uopo che nei consigli dell'impero il secolo nuovo trionfi sul secolo antico . È la tesi che torna e si approfondisce nel secondo degli articoli intitolati La firma di Garibaldi e le proteste francesi , comparsi entrambi nell'agosto del '61.
Montanelli vi sostiene che forse Napoleone III si è illuso di poter promuo­vere un cattolicesimo mite, liberale, gallicano, protetto dall'imperatore di Pa­rigi, di contro al cattolicesimo fanatico e gesuitico protetto da Vienna: questa illusione (come nel '48 quella neo-guelfa) si è però trovata dinanzi il non possu-mus papale, sicché egli è ora al bivio fra l'arnaldismo e De Maistre o De Mérode : Noi Italiani non possiamo scompagnare la Protesta contro l'occupazione di Roma dallo stalo di antagonismo in cui si trova la Francia, tanto rispetto alla opinione pubblica, quanto rispetto al governo. L'opinione pubblica francese è divisa fra la parte teocratica, forte d'aderenze giudaiche, accademiche, bor­ghesi, bottegaje, e la parte liberale e democratica rappresentata da eletto stuolo d'intelligenze e dalla maggioranza artigiana. Il governo francese pende irre­soluto e altalenante fra coleste due opposte correnti; temendo essere divorato, o dalla rivoluzione, se troppo avanzi, o dalla reazione, se troppo indietreggi . Ma il vero popolo di Francia, conclude Montanelli, che già nel primo articolo ha sottolineato il consenso di alcuni esponenti democratici francesi alla prote­sta italiana, è quello che procede nel suo cammino storico ispirandosi ai prin­cìpi dell'Ottantanove: l'incertezza di Napoleone fra le due Francie appar già, dunque, come un separarsi dell'imperatore dalla vera Francia.9)
Per alcuni mesi la prosa montanelliana appare assente dalla Nuova Eu­ropa: ritornandovi, però, sul finire dell'anno, essa affronta decisamente il pro­blema della politica imperiale. L'articolo è occasionato dalla versione data da Rattazzi in Parlamento sui suoi contatti con l'imperatore e con i suoi collabo­ratori durante il suo recente viaggio in Francia e dalle divergenti reazioni della Patrie e del Constitutionnel, giornali entrambi d'ispirazione bonaparti­sta, ma di diverse istanze politico-sociali. Montanelli afferma subito che è me­glio non perdersi in vani indovinelli, giacché basta ricordare che la politica
i) Vedi Schiarimenti- elettorali, del 14 gennaio 1861, p. 6.
2) Vedi Firmiamo?', nel n. Ili, del 9 agotto 1861.
3) Vedi La firma di Garibaldi e le proteste francesi, nei on. 119, del 19 agosto e 122, del 22 agosto 1861. La Nazione attaccò, allora, la Nuova Europa* che annoverava fra i Suoi collaboratori chi, dopo aver portato la livrea imperiale, portava quella mazziniana. La risposta della Nuova Europa come dimostra l'autografo esistente fra le carte montaneUiane delFArchivio di Stato di Firenze - - fu stesa dallo stesso Montanelli e comparve sul n. 124, del 24 agosto 1861: < Bel servilismo in verità vi il sottolineava preferire al servizio d'un imperatore il servizio d'un esule .