Rassegna storica del Risorgimento

MONTANELLI GIUSEPPE POESIE
anno <1967>   pagina <407>
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Un'ode di G. Montanelli a Roma
407
napoleonica è una polìtica dinastica e pertanto non si fonda sopra una fede, né obbedisce alla logica inesorabile dei principi! . Invero, Napoleone comprende che se ritirasse il presidio di Roma, sarebbe l'Austria ad avanzarsi come protettrice del Papato, e l'Impero sarebbe costretto a perdere la sua fun­zione di mediazione fra democrazia e teocrazia. Il napoleonismo rischierebbe d'incatenarsi al carro della rivoluzione. Ciò spiega, secondo Montanelli, perché l'imperatore non si oppose, nel *60, all'intervento regio e perché non chiese nemmeno compensi: Ma la politica di Cavour, soffocando il garibaldismo me­ridionale, non rese forse al Napoleonide piena la libertà dell'equivoco? Non allontanò ogni pericolo, che gli venisse dal persistere nell'occupazione clero cratica di Roma? Non lo assodò in quella parte di mediatore tra il vecchio e il nuovo, che egli, per interesse dinastico, preferisce all'impero rosso, e anti­papale? .J)
L'accusa allo spirito sostanzialmente conservatore dell'impero napoleonico riappare ancora, indirettamente, in un articolo di fondo dedicato alle dichia­razioni ricasoliane sul problema dell'ordinamento amministrativo, con l'accenno ad una Francia che si dibatte per sottrarsi a un sistema micidiale alla liber­tà : *) ormai il Genio di Francia, come dirà l'ode, è ben distinto, per Montanelli, dall'imperatore, nel quale, anzi, egli vede, ora, agitarsi quella liberticida orien­tale idea che nell'opuscolo del '59 aveva attribuito soltanto al primo Napoleone. Anche per il secondo tema, l'ode ci appare, dunque, espressione di una precisa e conclusiva posizione politica.
Quanto alle differenze fra il manoscritto ed il testo pubblicato sulla Nuova Europa, diremo senz'altro che son molte, ma non rilevanti, almeno ai fini della nostra valutazione, tranne, nella dodicesima strofa, la cauta sostituzione della espressione Ubero guerriero all'originaria roman guerriero , che Monta-tanelli dovette avvertire come non propriamente consonante con le sue tesi democratiche. Interessante, pure, ma sotto diverso aspetto, l'aver singolarizzato in Dante, nella seconda strofa, i nostri grandi della redazione originaria.
RENATO COMPOSTO
APPENDICE
ROMA
Non è d'Italia il folgorante soglio
Su cui di torri cingerà la chioma Posto in Superga, ma sul Campidoglio:
Italia è Roma.
1) Vedi La politica imperiale, nel n. 222 del 17 dicembre 1861. Nell'accenno al-Yimpero rosso non è fuor di luogo leggere il richiamo alle tesi deirirur od azione ad alcuni appunti storici sulla rivoluzione d'Italia.
2) Vedi // ministero e gli ordini amministrativi, nel n. 230, del 25 dicembre 1861.