Rassegna storica del Risorgimento

anno <1967>   pagina <411>
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Elezioni e partiti a Padova '66-'70 411
costituire una maggioranza ferma e compatta, che desse appoggio a un governo autorevole e forte... E prometteva che la questione dell'asse ecclesiastico sa­rebbe stata nuovamente studiata e approfondita. "
L'arroventato clima politico ri ripercoteva rapidamente dal centro alla periferia. H 20 febbraio 1867 vedeva le dimissioni in massa della presidenza del Circolo Popolare di Padova. Quasi contemporaneamente una nuova Asso* ciazione Elettorale, appena costituita, teneva la sua prima adunanza ed eleg­geva una presidenza permanente di cinque membri: Carlo Maluta già con­sorte , Antonio Tolomei, Emilio Morpurgo, Antonio Dozzi e Luigi Gaudio.l) L'Associazione s'era costituita per modo che aperto ne fosse l'adito a tutti gli onesti, eccettuati soltanto coloro che innamorati del passato o traviati dalle utopie, non avrebbero potuto che travisare le aspirazioni d'ordine e di prò* gresso... . Essa auspicava per l'Italia un governo forte ed autorevole che [valesse] a tutelarne la sicurezza ed un ordinato sviluppo ; '-) chiedeva libertà religiosa, senza privilegi per la chiesa cattolica; riaffermava la propria oppo­sizione al progetto Borgaiti-Seialoja, così come era stato presentato. Tuttavia, il rimpasto nel governo e la circolare del 19 febbraio costituivano ora garanzie più che sufficienti: epperò l'Associazione appoggiava a fondo l'attuale go­verno. *) Il 7 marzo il bollettino dell'Asso ciazione pubblicava un elenco di 76 aderenti che includeva praticamente tutto lo stato maggiore moderato di Padova: professionisti e possidenti, conservatori e liberali, notabili e uomini nuovi- Oltre al Maluta, al Tolomei, al Morpurgo, al Dozzi, v'erano ancora il Saloni, il Sorgato, il Piccoli, il Coletti, il Meneghini, il Venier e così via. Unica assenza di rilievo, Alberto Cavalletto.
Il Circolo Popolare - o meglio, ciò che di esso era rimasto dopo la scis­sione si riuniva la sera del 22 febbraio per eleggere la nuova presidenza. La personalità degli eletti, tutti su posizioni più o meno di sinistra Gaspare Pacchierotti, Carlo Tivaroni, Massimiliano Callegari, Marco Donati, E. Bene­detto Monti confermava essere ormai diventato il Circolo l'organizzazione dei liberali progressisti.*) Esso doveva cosi cessare da ogni pretesa, anche for­male, di rappresentare tutto l'elettorato del collegio di Padova.
La Cronaca Elettorale, nell'esaminare al suo primo numero la crisi del Circolo Popolare, ne indicava due cause come le più probabili: le polemiche conseguenti al rifiuto, nel '66, di candidare il Cavalletto, e i forti dissensi da patte d'un gruppo di soci che, supponendo prevalere nel Circolo stesso ele­menti estremi, fecero parte a sé e costituirono l'Associazione Elettorale .B) Il primo motivo, invero, non poteva aver giocato un ruolo di rilievo nella vi­cenda: che anzi, proprio il superamento della questione del Cavalletto aveva contribuito alla ricomposizione dello schieramento moderato. La nuova Asso­ciazione, ormai, s'era lasciata dietro le spalle il clima del 1866. Quanto alle candidature politiche di Veneti, date le condizioni di servitù in cui essi erano vissuti, l'Associazione riteneva dover giudicare degli uomini, piuttosto dalla loro astensione dalla cosa politica, che non dalla loro attività nei pubblici
1) S. Cu.iBft.izzi, óp. ÙH pp. 505-506.
2) Giornale di Padova, 21 e 22 febbraio 1867.
3) Bollettino delta Associazione Elettorale per la provincia di Padova, 7 marzo
1867.
*) Programma della Associazione Elettorale per la provincia di Padova, Padova,
b.d. [ma 18671.
6) Giornale di Padova, 23 febbraio 1867. e) Cronaca Elettorale, 25 febbraio 1867.