Rassegna storica del Risorgimento

anno <1967>   pagina <412>
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412 Raffaello Vergarli
negozii. È bensì vero che per pochi egregi Vissuti lungi da noi per un lungo decennio, questa regola patisce eccezione. Ma il poco numero loro, le cangiate condizioni del paese e le nuove necessità ci fanno ravvisare agevolmente l'in­sufficienza di un simile criterio per una scelta coscienziosa e meditata >. *)
Il secondo motivo indicato dalla Cronaca Elettorale appariva, invece, più fondato ; gli estremisti del Circolo avevano, nel gennaio, tentato il colpo con la candidatura del Bernardi; avevano, il 10 febbraio, cercato di portare il dibattito politico nelle piazze di Padova, e forzare così il diaframma che il di* zitto elettorale creava tra la classe intelligente e il resto della popolazione. E ancora la violenta lotta ingaggiata dalla Sinistra a livello nazionale, e l'ap­pello del Ricasoli del 19 febbraio, tutto ciò aveva spinto i moderati a serrare le file, a schierarsi compatti intorno a quella che, al di là delle diverse ten­denze, restava la comune e più profonda aspirazione di loro tutti: un governo stabile, autorevole, forte. Nell'ideologia dei moderati patavini Mordine, ancora, prevaleva sulla libertà.
La nuova Associazione, sorta soprattutto per appoggiare il governo Rica-soli, doveva condurre su questo leit-motiv tutta la campagna elettorale. Nella prima adunanza del 23 febbraio 1867 il programma politico presentato dalla presidenza veniva approvato all'unanimità. 2) Il 1 marzo l'Associazione riunita discuteva e proponeva i candidati per la provincia di Padova, secondo il cri­terio d'uno stretto ministerialismo. Per il collegio di Padova veniva riproposto a grandissima maggioranza Francesco Piccoli, dopo che egli ebbe dato ampie assicurazioni sulla sua disposizione verso il governo.3) Per il collegio di Cit­tadella, tra gli altri, prevaleva una insolita candidatura, quella di Nino Bixio, con cui evidentemente si mirava a combattere la rielezione del conte Andrea Cittadella-Vigo dar zere. È probabile che tra le contropartite imposte ai conser­vatori in nome della riconciliazione moderata figurasse anche l'esclusione del vecchio notabile austriacante. Ciò peraltro non impedì che quest'ultimo venisse rieletto con brillante votazione dal suo feudo elettorale.
Le posizioni politiche generali dell'Associazione, naturalmente, erano pie­namente condivise dal Giornale di Padova: H Governo colla circolare del Presidente del Consiglio dei Ministri, barone Ricasoli, propone alla Nazione il suo programma governativo; può questo programma essere adottato dagli elettori quale guida nelle elezioni dei nuovi deputati? Noi crediamo che sì... I programmi radicali proposti dalla opposizione sistematica, nonché quello della Sinistra non li crediamo attendibili, perché, o sono vaghi e indeterminati, o sono utopistici, o tradiscono intendimenti contrarli al principio monarchico-costituzionale che è il patto della nostra unita nazionale....4) Anche i candì-
*) Programma della Associazione Elettorale cit. (La sottolineatura è dell'autore). Volente o nolente, anche il Cavalletto s'era ormai adattato alla nuova situazione: Vorrei sperare scriveva egli a Celestino Bianchi che le elezioni nuove fossero migliori delle passate anche tra noi... Se il Veneto potesse dare nella sua generalità Deputati della mente e dell'assennatezza di Lampertico, di Cavalli, di Collotto, pò-trébbesi sperare da questa Provincia un elemento utilissimo per comporre con alni savii e onesti Deputati tua maggioranza governativa compatta e operosa, e a questo scopo intendono, senza troppo mostrarsi per evitare gare e meschine gelosie, i patrioti che più si adoperarono per lo passato in questi paesi per la causa patria (Lettera del 23 febbraio 1867, in A.C.S., Carte Ricasoli-Biunchi, busta 2, faBc. 14/B).
2) Giornale di Padova, 26 febbraio 1867.
8) Giornata di Padova, 2 marzo 1867.
4) Giornale di Padova, 23 febbraio 1867 {La candidature politiche e i programmi).