Rassegna storica del Risorgimento

anno <1967>   pagina <413>
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Elezioni e partiti a Padova '6670 413
dati erano gli stessi: Il nostro programma politico è quello che fu professato da questa Associazione elettorale ed i nomi da essa appoggiati... sono pare i nomi che noi raccomandiamo agli elettori.1) La rielezione del Piccoli a Padova era ormai largamente assicurata. Dopo la nascita dell'Associazione, il quotidiano governativo era esultante. La ricomposizione d'un partito moderato unito e forte, che era nei suoi voti fin dal dicembre 1866, era finalmente dive nuta una realtà. L'esultanza fu tale che il Giornale di Padova dimenticò per qualche tempo di assolvere ad uno dei fondamentali doveri della stampa, l'in­formazione. Come sgravandosi d'un peso esso, dal 24 febbraio fin oltre il 10 marzo data delle elezioni , tacque sul Circolo Popolare, sul suo pro­gramma, sulle sue prese di posizione, sulle sue candidature, quasi che il Circolo fosse scomparso dalla faccia della terra.
Dopo la frattura, i progressisti del Circolo Popolare dovettero avvertire la misura del proprio isolamento. Abbandonati dai moderati, privi di seguito nella cittadinanza come aveva dimostrato il modesto suffragio toccato al Bernardi il 20 gennaio , boicottati dell'unico quotidiano della città, essi deci­devano di adottare una linea moderata e ampiamente conciliante con tutte le gradazioni dei liberali. ~) Qualcuno forse guardava ancora con rimpianto al *66, quando l'alleanza dei conservatori aveva conferito ai progressisti una contin­gente, effimera potenza; forse si sperava ancora, da qualcuno, in una possibile riunificazione del Circolo. Certo è che il programma elettorale presentato dal Circolo una decina di giorni dopo la scissione non si differenziava se non per qualche sfumatura da quello dell'Associazione Elettorale.3) Una più accentuata rivendicazione di Roma, delle altre province e dei beni dell'asse ecclesiastico, un appoggio un po' più sfumato al governo Ricasoli non infirmavano la sostan­ziale concordanza delle due linee politiche. A fugare ogni dubbio sarebbe inter­venuta più tardi la stessa presidenza del Circolo Popolare per dichiarare pubblicamente che il proprio programma era identico a quello dell'Associa­zione Elettorale . 4> La nuova tattica dei progressisti doveva coerentemente condurli ad accettare anche le candidature moderate. Nella seduta del 4 marzo infatti il Circolo Popolare proponeva a quattro collegi sui sei della pro­vincia gli stessi uomini proposti dall'Associazione, compreso naturalmente Francesco Piccoli per il 1" collegio di Padova.c) La resipiscenza dei progres­sisti non doveva però condurre, dal loro punto di vista, a risultati apprezzabili. I loro voti non erano stati richiesti, forse non erano neppure graditi, certo non fnrono necessari. Il loro isolamento, anziché attenuarsi, doveva approfondirsi col passare del tempo. Per ora, runico risultato fu quello d'una campagna elet­torale piatta, monocorde, priva di battaglie politiche di principi, in netto con­trasto con la violenta lotta ingaggiata a livello nazionale tra Destra e Sinistra. Oltre a quello del Piccoli, unico proposto ufficialmente dalle associazioni elettorali, altri nomi si udivano ripetere tra l'elettorato del collegio di Padova.,iJ
i) Giornate di Padova, 9 marzo 1867 (Agli Elettori).
2) Cronaca Elettorale, 25 febbraio 1867.
8) Cronaca Elettorale, 3 marzo 1867.
*) Giornate di Padova, 15 marzo 1867 (Lettera di M. Callegari, a nome del Cìr­colo Popolare di Padova, alla presidenza del Circolo di Ente, 14 marzo 1867).
6) Cronaca Elettorale, 5 marzo 1867. I candidati comuni erano, oltre al Piccoli, Tommaso Bacchia (Padova 2), Nino Bizio (Cittadella), Ferdinando Cavalli (Piove).
) Cronaca Elettorale, 25 febbraio e 8 marzo 1867. Sebbene non gradito ap­pieno per spirito grettamente cariale, credo non si potrà combattere la elezione del-