Rassegna storica del Risorgimento

anno <1967>   pagina <417>
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Elezioni e partiti a Padova '66>'70 417
l'attuale Ministero... Aderire essa in massima... a quelle maggiori e nuove imposte, ed altri generali sacrifizìi... che fossero richiesti a ri avvicinare le pubbliche finanze al pareggio del bilancio.1) Per l'art. 1 dello statuto, approvato pochi giorni appresso, potevano diventare membri dell'Unione Li­berale soltanto quegli elettori politici e amministrativi che aderissero alla dichiarazione politica del 20 gennaio.2)
Sull'onda del ministero più conservatore toccato all'Italia dopo l'Unità, era sorto il partito moderato di Padova. In poco più d'un mese le adesioni raggiungevano il numero di 900, mentre il Giornale di Padova al colmo del* l'entusiasmo, plaudiva al configurarsi di un grande partilo nazionale , di cui le Unioni Liberali di Padova, Venezia, Verona e varie altre città avrebbero costituito i primi germi.8)
Ma i progressisti persistevano nella loro politica di conciliazione a ogni costo. Il 29 gennaio 1868 il presidente del Circolo Popolare, Gaspare Pacchie* rotti, lamentava l'atteggiamento di separazione della neonata Unione Liberale, respingendo nel contempo la qualifica di avanzamento rivolta al Circolo stesso. Aggiungeva anche esser doveroso l'appoggio al governo nell'attuale, difficile situazione finanziaria: ma doversi distinguere tra opportunità politica e fede cieca ed assoluta . *) Qualche settimana più tardi il Circolo, con un indi* rizzo ai deputati, li invitava a superare le gare di partito per provvedere al riordinamento finanziario e votare le necessarie imposte. Salvo le differenze di toni, l'allineamento ai moderati era completo e tale da meritare al Circolo gli elogi del Giornale di Padova.)
Nel consiglio comunale, che veniva rinnovato annualmente nella misura di nove consiglieri su quaranta, la prevalenza moderata permaneva assoluta. Alle elezioni amministrative del 1867 e del 1868 il Circolo Popolare presen* tava liste miste ma vedeva eletti, tra i propri candidati, solo quelli che aveva in comune con le liste moderate. Per le elezioni del 1869 il Circolo e l'Unione Liberale presentavano una lista concordata, la quale riusciva sì pressoché interamente, ma era composta in grande maggioranza di moderati. In questa occasione si assisteva anche a un fatto nuovo nella vita politica patavina: Il partilo che finora mostrava di attenersi strettamente al pro­gramma né eletti, né elettori... questa volta non esitò a giocare il suo primo tentativo ->. ) Attivisti clericali avevano diffuso di porta in porta una lista di candidati che. se non conduceva ad alcuna elezione al consiglio comunale, conseguiva, però, un notevole successo di voti. Alle elezioni amministrative del 1870 i candidati clericali avrebbero ulteriormente guadagnato terreno, riuscendo in qualche caso tra i primi non eletti."0
Non è facile stabilire se queste sortite fossero in rapporto con l'attività dei cattolici intransigenti del Sacchetti, ad esempio ~- o fossero invece soltanto l'espressione d'un gruppo locale a tinta clerico-moderata. La seconda
2) Giornale di Padova, 21 gennaio 1868.
2) Statuto dell'Unione Liberale di Padova. Approvato nell'Adunanza 31 gen­naio 1868, Padova, 1868 (Appendice, n. 4).
8) Giornale di Padova, 25 febbraio 1868 (Serriamo le file).
',) Giornale di Padova, 30 gennaio 1868.
5) Giornale di Padova, 16 aprile 1868.
8) Giornale di Padova, 19 loglio 1869 (.Elezioni amministrative),
7) Avanti Sempre!lì, 13 luglio 1870 (Un prete e un facchino).