Rassegna storica del Risorgimento
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1967
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Elezioni e partiti a Padova '66-*70 419
degli atti ufficiali, i giornali progressisti e democratici uscivano per pochi mesi, quindi morivano e per le difficoltà finanziarie e per lo scarso seguito trovato nella cittadinanza. Così accadeva alia Libera Stampa* all'Antenore, al-1 Avvenire; qualcuno durava addirittura pochi giorni, come VAurora; altri, come VEducatore popolare, venivano acquisiti dai moderati e più tardi cessavano. *)
L'esclusivismo moderato e la debolezza, l'acquiescenza, fors'anche la complicità dei progressisti avevan fatto sì che Padova, dopo le elezioni politiche del 1867, mancasse di un'autentica vita politica. Le nuove idee liberali non avevano attecchito che molto superficialmente sullo spesso tessuto conservatore della città. L'assenza d'una vera opposizione sia a livello locale che politico generale, e la conseguente assenza di ogni dibattito avevano reso superflue le associazioni politiche, contribuendo a diffondere tra la popolazione il disinteresse e l'apatia.~) Nel Circolo Popolare e nell'Unione Liberale a poco a poco i soci si erano dileguati, ed eran rimaste isolate le presidenze come un masso informe in mezzo al ghiaccio o come la sfinge nel deserto .9)
9. Nel corso del 1869, tuttavia, alcuni fatti nuovi venivano a turbare la stagnante vita politica patavina. L'attuazione dell'imposta sul macinato provocava nella prima settimana di gennaio gravi disordini in Emilia e, in minor misura, in talune province del Veneto. Nella provincia di Padova, a S. Giorgio delle Pertiche, le pubbliche autorità s'erano trovate di fronte a manifestazioni ostili da parte dei contadini, mentre fenomeni di resistenza di minor rilievo si verificavano in altre località, nei distretti di Este e di Camposampiero. 4> Al rassegnato malcontento della campagna s'affiancava nei mesi successivi un certo disagio nella popolazione cittadina, sulla quale incidevano maggiormente oltre all'imposta della ricchezza mobile, i nuovi aumenti approvati nel "68. Proprio nel mezzo di questo periodo di austerità l'amministrazione comunale di Padova largheggiava in alcune spese ritenute superflue, provocando tra aprile e maggio un diffuso malcontento tra le plebi cittadine che si esprimeva persino in un attentato contro un membro della giunta municipale.
A questi fermenti s'aggiungeva, nel giugno, una serie di fatti che doveva mettere in subbuglio l'intera città. Al di fuori delle associazioni politiche, esistenti ormai solo di nome, le idee democratiche avevano preso piede in alcuni settori della gioventù e specie nell'ambiente universitario. Qui un gruppo di studenti, pochi ma pieni di entusiasmo e di baldanza, decidevano di entrare nell'arena politica e fondavano il 10 giugno 1869 un quotidiano, FAurora,5)
1) Corriere della Domenica* 23 gennaio 1870 (Fiat lux); 6 febbraio 1870.
2) L'Avvenire, 30 aprile 1870 (A rivederci!) Avanti Sempre!!!, 19 novembre 1870 (/ candidati del Circolo Popolare).
S) L'Avvenire, 21 aprile 1870 (Il Circolo Popolare).
4) Giornale di Padova, 4 e 5 gennaio 1869. Scarsissima la documentazione in A.S.P* PREFETTURA, Gabinetto, busta 3. V. anche GIULIO MONTELEONE, L'opinione pubblica a Padova e le elezioni politiche del 1876, in Rassegna di politica e storia, maggio 1964, pp. 15-18.
5) L'Aurora, Giornale Politico, Letterario, Democratico, diretto dallo studente Marco Kirsch, usciva nel perìodo 10 giugno-3 luglio 1869. Programmo dei redattori era l'opposizione all'ingiustizia, la lotta pacifica, a fianco del popolo, per la libertà e il benessere comune ; il farsi fratelli - nelle aspirazioni e nei bisogni degli operai, e eccitandoli a quei mezzi sicuri, onde avvengono le pacifiche consociazioni tra il lavoro ed il capitale... (10 giugno 1869, Programma).