Rassegna storica del Risorgimento
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1967
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Raffaello Ver goni
destinato a ima vita breve e tumultuosa. Fin dai primi numeri una serie di violenti articoli sulle principali questioni del giorno attirava sol giornale le ire dei moderati locali non avvezzi alle voci di aperta opposizione e poco disposti a tollerarle. Il 21 giugno, prendendo a pretesto l'attentato al deputato veneto Cristiano Lobbia, *) i redattori dell'Aurora inscenavano una dimostrazione al grido di Viva Lobbia, Abbasso la consorteria, Abbasso il Giornale di Padova .2) La manifestazione, che s'era ingrossata per via di altri studenti e di popolani, scatenava una serie di reazioni tra le autorità cittadine, dal rettore dell'Università ai maggiorenti moderati al locale prefetto: due sequestri, quindi l'arresto del direttore il 3 luglio mettevano definitivamente fine al-VAurora. 8*
Ma il baldo giornale studentesco non era passato invano. Le sue critiche al Circolo Popolare avevano colto nel segno, e forse contribuirono alla sua evoluzione successiva. Per l'Aurora, il Circolo aveva completamente mancato ai suoi compiti. Anziché essere una istituzione libera e indipendente, esso si era legato alla consorteria municipale e risentiva, forse, anche dell'influenza governativa. H suo presidente era membro della giunta comunale. Il Circolo aveva taciuto sul macinato, taceva ora sulla Regia dei tabacchi, taceva sulle smodate spese del municipio negli ultimi mesi. Il Circolo aveva bisogno di cadere e di rifondersi con nuovi principi ed elementi costitutivi, amenoché non si [volesse], veder perdurare in queste popolazioni quella apatia politica che [andava] sparendo nelle altre Provincie italiane . *)
Poche settimane prima era stato presentato alla Camera il progetto di legge per l'unificazione legislativa delle province venete e di Mantova. Si ricorderà che il vecchio programma approvato nel 1866 dal Circolo Popolare presentava due istanze caratteristiche: la richiesta di maggiori autonomie locali, e la raccomandazione di tener conto delle leggi austriache nell'ordinamento delle province venete. Dopo il '66 l'istanza autonomistica veniva di fatto abbandonata dai moderati patavini, presumibilmente in rapporto con il loro allineamento alla politica generale del governo; ma continuava a sussistere, sia pur in modo alquanto platonico, nei programmi dei progressisti.s) Rimaneva ben viva nei moderati, invece, la seconda istanza, quella relativa alle leggi austriache, la più suscettìbile di implicazioni conservatrici Sotto questo profilo i moderati non avevano avuto finora di che lamentarsi. Dopo la pubblicazione, nel '66, dello Statuto e di poche leggi fondamentali nelle province liberate, non era seguito più nulla. Nel 1866 una commissione di giuristi veneti convocata dal ministero di Grazia e Giustizia aveva rivelato l'esistenza di pareri discordi circa l'unificazione legislativa, e da allora, anche per l'in-
49 il Lobbia, deputato di opposizione, si diceva al corrente di alcuni fatti compromettenti relativi all'inchiesta sulla Regìa cointeressata dei tabacchi, allora in corso alla Camera. L'attentato alla sua persona avvenuto a Firenze il 16 giugno fu perciò attribuito dalla Sinistra ai governativi, ciò che fu motivo di pubbliche dimostrazioni in varie città italiane
2) Giornale di Padova* 22 giugno 1869. A. S. P PasPErrunA, Gabinetto, busta 3, fase. 100.
8) L'Aurora, 1 e 3 luglio 1869. A. S. P JPREFETTTJKA, Gabinetto, busta 3, fase. 104 e .123, Una cronaca precisa in G. MONTELBONB, art. ci*., pp. 18-21.
*) L'Aurora* 13 giugno 1869 (// Cìrcolo Popolare di Padova); 17 giugno 1869 {Ancora sul Circolo Popolare di Padova),
0) Vi per esempio La Libera Stampa, 27 agosto 1867 (Programma).