Rassegna storica del Risorgimento

anno <1967>   pagina <426>
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Raffaello Verga.nl
Perequazione delle imposte, con riflesso al troppo elevato censimento veneto.
Abolizione immediata di quelle sopratasse che dal 1848 in poi furono attivate come una punizione delle aspirazioni nazionali di queste Provincie.
Far calcolo sul concorso del paese nei bisogni dell'erario prima di im­prendere negoziati finanziari all'estero.
Svincolo pieno e sollecito della proprietà immobile.
Spingere il Governo affinché la legge sulla soppressione delle Corporazioni religiose non resti lettera morta nelle mani del potere esecutivo.
Mitezza nelle tariffe doganali specialmente in quelle di transito.
Diffondere l'istruzione primaria e renderla obbligatoria con maestri laici.
Limitare il numero delle università.
Ridurre i Seminarli alla sola facoltà teologica.
Tenere conto delle leggi vigenti nel Veneto specialmente delle Ammini­strative informate alla sapienza della Repubblica Veneta e del primo Regno d'Italia. Estenderle in quanto è possibile in tutto il regno.
Riforma completa del sistema carcerario, attivando la deportazione in casi speciali.
Animare il Governo a promuovere il compimento sollecito delle ferrovie ed ógni altro mezzo di comunicazione ed a migliorare i Porti.
Riannodare i commerci col Levante; trar profitto principalmente con tutti i mezzi dal taglio dell'Istmo di Suez, dalle Colonie italiane e precipua­mente da quelle di Alessandria e da quelle dell'America del Sud.
Cessati fra breve i legittimi tripudj per la sì a lungo sospirata risurre­zione di questa provincia d'Italia, sarà ben tempo che a rimarginare antiche e recenti ferite, a rinfrancare la Patria da ogni retaggio doloroso della patita servitù, a raddurla venerata e secura nell'arringo delle grandi nazioni; sarà ben tempo che governanti e governati assumano quel carattere di pensoso rac­coglimento e di positivismo; quella diligente e profonda meditazione delle cose e degli eventi; quella leale, concorde ed efficace aspirazione al ben essere ed al progresso cornane che rivelano la maturità di un popolo, ne assicurano la libertà e ne preparano la grandezza.
Bando oggi adunque alle ostentate esigenti pose, alle sottili detrazioni, alle stolide collere di meschini partiti, alle illiberali e codarde persecuzioni del pensiero: ma cospiriamo tutti ritemprati e concordi a far risorgere sulle troppo vantate mine della grandezza passata la libera e benedetta Italia dell'avvenire.
L'ora presente è nostra: guai se essa trascorre infeconda! Un popolo non può arrestarsi mai; se un giorno solo ei non prosegue a salire, ha già incomin­ciato a discenderei
Ma noi vicini cotanto al ricordo degli errori passati, per la lunga e severa ammenda da cui siamo usciti per ora, noi ci prepareremo a circondare il nostro Re, il nostro liberatore di leali ed intelligenti Deputati; noi ci prepareremo alle nuove e severe virtù di un popolo libero e forte; e nella concordia, nel valore, nella sapienza dei figli, questa Italia che oggi è pur fatta se non com­piuta, raccenderà il faro della sua terza civiltà fra le genti.
(Giornale di Padova, 15 novembre 1866).