Rassegna storica del Risorgimento
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1967
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Elezioni e partili a Padova '66-70
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nelle limitrofe Provincie fra i maggiori avversari d'ogni politico progresso; i pubblici funzionari in massima o fra i più inetti, o fra i più retrogradi. Per tal modo si son veduti i sindaci di Montagnana, di Megliadino S. Fidenzio, di Casale di Scodosia, di Campo San Piero, di Corezzola ecc. mettersi a capo di comitati contro al Governo ed essere i più aitivi propugnatori del partito di opposizione. Indi tutti gli altri più o meno copertamente ne seguirono l'esempio. Uno di questi Sindaci, quello di Camposampiero si credette anzi in diritto di fare piena ostentazione della sua opposizione al Governo, e poi che riconobbe che la immensa maggioranza dei Deputati era risultata tutta governativa presentò le proprie dimissioni.
Il Rettore dell'Università, Commendator Tolomei, uno dei più temibili consorti, e molti suoi colleghi non tralasciarono le più attive raccomandazioni in favore dei candidati di opposizione, e di avvalersi d'ogni mezzo per ottener loro la vittoria. Dei pubblici impiegati alcuni, contro i quali mi convenne provocare misure di rigore come il Commissario D.le di Montagnana quello di Cittadella ed altri, avevano già per quanto poteva essere in loro aiutato il partito cui per solidarietà d'interessi sono avvinti, altri operarono allo stesso fine, ma con maggior precauzione per non essere scoperti e non furono meno efficaci; pochi adempirono i propri obblighi. A tutti costoro si collegarono i membri della Deputazione provinciale, la più forte consorteria legalmente costituita in questa Provincia.
Io non mancai di segnalare questi fatti all'E.V., di provocare provvedi-menti contro i Sindaci che si erano messi a capo di Comitati e misure di rigore contro quei funzionari che più apparentemente si erano messi a fare da agenti elettorali. Nello stesso tempo sia direttamente, sia per mezzo di diversi capi di Amministrazione richiamai severamente quegli impiegati i quali tenevano una condotta riprovevole, e molti Sindaci a serbare un contegno che meglio si addicesse ad uffiziali del Governo. Intanto il partito della consorteria non solo disponeva di questi potentissimi aiuti morali, ma di altri mezzi non meno rilevanti. Il Breda eletto nel secondo collegio di Padova ha dato le sue vaste tenute in fitto alla massima parte dei suoi elettori, i quali dipendono assolutamente da lui, ed ecco assicurata a primo scrutinio la sua rielezione; ha fatto lo stesso per le sue tenute di Piove, ed ecco reiezione del Gabelli da lui protetto, a lui unito per vincoli d'interesse. Nello stesso modo egli potette ottenere in altro collegio del Veneto la elezione del Fambri. Contro il Breda non vi era nessuno che volesse concorrere alla candidatura di quel Collegio, e solo negli ultimi giorni si presentò lo Squarcine che fu accettato per mancanza di meglio. Contro del Gabelli era il Callegari, ma alcuni suoi stessi amici lo abbandonarono. A Montagnana i principali azionisti e componenti della Commissione della Borsa agricola e del Canapificio, istituzioni che danno a vivere alla maggior parte delle famiglie del Distretto, sono il Forati, il Samello, il Sindaco Carazzolo, ed ecco ottenuta la rielezione del Chinaglia. Ad Este per mancanza di individualità spiccate del luogo che potessero contrapporsi al Morpurgo il partito progressista offerse la candidatura al Correnti. Ciò fu mal fatto poiché essendo certo che il Correnti ove fosse stato colà eletto, avrebbe ottato per Milano, la maggioranza fu per il Deputato uscente. Di Cittadella sono assoluti padroni il conte Cittadella ed il Papafuva suo cognato, non poteva essere dubbia la rielezione dello stesso Deputato, ed a Padova nel 1 collegio quella del Piccoli capo della consorteria municipale.
Si doveva lottare contro questa forza da un partito che pochi mesi addietro