Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DELLA SEGRETERIA DI STATO DEI BORBONI DI NAPOLI
anno <1967>   pagina <438>
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
H L'ARCHIVIO BELLA SEGRETERIA DI STATO I DELLA CASA REALE DEI BORBONI DI NAPOLI
Con l'avvento al trono di Napoli di Carlo di Borbone si inizia nel nuovo regno mi ordinamento moderno dello Stato con la costituzione di Segreterie di Stato e del Dispaccio *) al posto delle antiche due Segreterie viceregnali. Que­sto ordinamento si sviluppò nel tempo durante il sec. XVIII con l'alterne vi­cende, che mostrano, nel ripetersi delle divisioni e delle incombenze di questi massimi organi dell'amministrazione statale quali furono le Segreterie, l'incer­tezza della linea politica seguita dalla monarchia, la quale nel travaglio rifor­mistico non trovava un suo punto fermo, né aveva forza sufficiente a poterlo mantenere: mancava una chiara visione dei compiti non soltanto politici, ma amministrativi dello Stato. Questa incertezza, dovuta ad una debolezza ideo logica e politica insieme, fu superata dai napoleonidi, che, forti della chiara visione politica dei compiti dello Stato, gettarono le basi di un saldo ordina­mento statale, quale la monarchia borbonica restaurata non potè ignorare, ma fu costretta a far suo, per cui il secondo periodo borbonico, dal 1815 alla caduta del regno nel '60, ebbe un'organizzazione statale ben articolata e salda nelle linee maestre dei principali ministeri: Interno, Finanze, Esteri, Presidenza del Consiglio, ecc. Tuttavia, le lontane radici, i pilastri di quest'organizzazione statale napoletana si hanno già nelle antiche Segreterie di Stato e del Dispaccio, create nel primo periodo borbonico, quello settecentesco. I napoleonidi, pur dando una nuova struttura allo Stato con quella carica vitale che ben cono­sciamo, di fatto trasformarono senza tuttavia distruggere quanto trovarono dell'antica amministrazione borbonica. Lo stesso era accaduto a Carlo di Bor­bone, il quale, quando instaurò il regno indipendente, adeguò le antiche due Segreterie dei Viceré alle esigenze della monarchia autonoma e col tempo con la Real Camera di S. Chiara sostituì ma in realtà in gran, parte solo con una trasformazione formale il vecchio Consiglio Collaterale. La vita ammini­strativa di un paese, a differenza di quella politica, non ammette salti, come gli antichi dicevano della natura.
L'amministrazione di Casa Reale dal 1734 al 1789 fu di competenza della Prima Segreteria di Stato, dalla quale fu distaccata con il dispaccio del 17 luglio 1789, già citato. Essa allora fu affidata al march. Carlo De Marco, che continuava a mantenere anche la carica di Segretario di Stato per gli Affari di Grazia e Giustizia. Nel 1791 Grazia e Giustizia passarono alla competenza del march. Saverio Simonetti, mentre De Marco conservò il carico della Segre­teria di Casa e Siti Reali. Al De Marco successe Giuseppe Zurlo nel 1799 e il cav. Francesco Seratti nel 1800. - Le carte dell'amministrazione di Casa
>) Del Dispaccio, in quanto le disposizioni ufficiali sia del Re sia dei Segretari di Stato erano chiamate dispacci, da citi il verbo dispacciare per: comunicare ordini scritti.
-) Cfr. CATELLO SALVATI, Vazienda e le altre Segreteria di Sfato durante il primo periodo borbonico (/734-20067, in Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato, n. 14, Roma, 1962.