Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DELLA SEGRETERIA DI STATO DEI BORBONI DI NAPOLI
anno <1967>   pagina <465>
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LIBRI E PERIODICI
L'Archivio storico della Camera di Commercio di Venezia. Inventario (1806-1870), a cura di FERRUCCIO ZACO; Venezia, Camera di Commercio, Industria e Agricol­tura, 1964, in 8, pp. XDU90. S. p.
L'inventario curato dal dott. Ferraccio Zago (funzionario dell'Archivio di Stato di Venezia e già autore nel 1954, anno dell'inaugurazione della rinnovata sede camerale, della pubblicazione Cenni storici sulla Camera di Commercio di Venezia) è stato pub­blicalo nella ricorrenza del secondo centenario della istituzione della Camera di Com­mercio in Venezia o. per essere più precisi, del secondo centenario del decreto isti* tutivo di quell'organismo rimasto allora inoperante e abrogato due anni dopo. L'effet­tiva istituzione della Camera avvenne sotto il regime francese con il decreto del 5 febbraio 1806, cui seguirono i provvedimenti istitutivi del Porto franco (25 aprile 1806) e della Borsa (19 febbraio 1808). Gli atti più. antichi inventariati dallo Zago risalgono per conseguenza al 1806, mentre i più recenti recano hi data del 1870.
Nell'inventario non è documentata soltanto la varietà delle materie delle quali la Camera si occupò sia come organo consultivo del Governo, sia come organo promotore di antonome iniziative nei sette decenni (settori marittimo, commerciale, industriale, agricolo, artigiano ecc., particolarmente industrie cantieristiche e attrezzature portuali), ma sono riflesse anche le vicende politiche veneziane e regionali, strettamente legate a quelle economiche. H fatto politico fondamentale di questo periodo fu lo scadimento della ex Dominante dapprima al rango di dipartimento del Regno Italico e poi alla posizione quasi coloniale di provincia del vasto impero austriaco. La più vistosa e grave conseguenza economica della perdita dell'indipendenza politica fu lo scadimento del suo porto da emporio mondiale a semplice piazza regionale . In questo qua­dro generale si iscrivono i più specifici fatti politico-economici del periodo cui si riferiscono gli atti inventariati dell'archivio camerale.
Durante il regime francese (1806-1814) fu attuata una politica economica e fiscale dannosa per tutte le terre italiane e quindi anche per Venezia. Non mancarono tutta via interventi di grande portata per la città lagunare. A parte la già ricordata istitu­zione deUa Camera, del Porto franco e della Borsa, furono compiuti lavori portuali, fu regolato il corso dei fiumi Brenta e Bacchigliene, furono varate provvidenze a favore dell'Arsenale e delle industrie muranesi. Malgrado ciò, il bilancio del regime rimase negativo. Nel 1814 il governo francese scrive lo Zago sulla base della più amore­vole storiografia su quel periodo, ma ancbe sulla base della documentazione prodotta dalla Camera di Commercio abbandonava un corpo prostrato >. La Camera dedicò lunghe applicazioni, attenti studi esposti nelle diligenti relazioni che ancora oggi avvincono... alla ricerca delle misure e dei mezzi più idonei al risollevamento eco­nomico di Venezia. Intanto, dopo lunghe e laboriose trattative da essa condotte con Vienna, Famministrassione austriaca varò un importante provvedimento: estese a tutta la città la franchigia prima limitata alla sola isola di S. Giorgio. Altri provvedimenti degni di menzione riguardarono opere stradali, portuali e marittime, il ponte transla­gunare e la ferrovia Milano-Venezia. Ma ci voleva ben altro per riaprire a Venezia In strada dell'antico splendore. Ogni più rosea prospettiva scrive lo Zago non poteva essere coronata da successo se continuavano a persistere i metodi ed i fini dei governanti: antiliberali nelle concezioni politiche come in quelle economico-so­ciali quando invece il progresso proponeva nuovi orientamenti .
Anche la gloriosa pagina del '48 si risolse, sul piano economico, in un danno, in quanto gli eventi bellici durante il loro decorso comportarono un gravissimo are­namento allo svolgimento dogli affari e olla loro infausta conclusione provocarono decisioni punitive da parte dei rientrati Austriaci. Solo il timore che la rovina di