Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DELLA SEGRETERIA DI STATO DEI BORBONI DI NAPOLI
anno <1967>   pagina <470>
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Libri e periodici
tati assai stimolanti, e contribuirebbe ad apprezzare meglio certi atteggiamenti, certi gusti, certe preferenze che oggi appaiono superficiali ed aberranti! quando non addi­rittura ìnromprensibi Ii, e rivestono invece un significato di e presa * sulla pubblica opinione non mollo inferiore a quella del giornale politico o del dibattito parla­mentare.
RAFFAELE COLAFIETIIA
ANTONIO ROSMINI. Delle cinque piaghe della Santa Chiesa, a cura di CLEMENTE RIVA ; Brescia, Morcelliana, 1966, in 16, pp. 436. S. p.
Tale recente edizione, riconosciuta come ufficiale e definitiva dai Padri ro-sminiani, depositari della tradizione dell'apostolo roveretano, ripropone, in nn clima nuovo, l'interesse per questa notevole figura della storia della Chiesa ed insieme del Risorgimento.
Il clima nuovo è quello postconciliare, che ha determinato la pubblicazione dell'opera, notoriamente all'indice (vi fu posta il 30 maggio 1849), col permesso della Sacra Congregazione per la preservazione della fede.
Si segnalano queste circostanze non perché la critica storica debba tener conto, nel valutare un'opera di tal peso, di motivi disciplinari che riguardano strettamente il mondo cattolico, ma perché esse rivelano il Rosmini come precursore dell'incontro tra la Chiesa e lo Stato uscito dal Risorgimento, anzi con l'intera civiltà moderna, nel contesto di una nuova visione globale del destino e delle scelte poste al Catto­licesimo. La prospettiva di quest'incontro nasceva, infatti, in lui, assai più che in Gioberti o in altri cattolici liberali dell'Ottocento, da presupposti e preoccupazioni di natura sostanzialmente religiosa, inerenti all'avvenire della Chiesa. Se v'è un'opera che lo dimostra è proprio quella di cui ci occupiamo, pur definita talora come poli tica rispetto alla severa tematica dottrinale o speculativa di molte sue altre. Gio­berti, più propriamente nomo del Risorgimento, fuse e confuse le sue componenti di Italiano e di cattolico: il Primato- è l'opera di un Italiano, che fa del Cattolicesimo la leva per rialzare l'Italia. In Rosmini le due componenti si distinguono ed arti­colano con più rigoroso equilibrio e nel complesso il problema cattolico ha in lui la priorità: le Cinque piaghe sono opera prettamente di cattolico, contenente scelte interne per la Chiesa, indirettamente tendenti, per la loro natura, a giovare all'Italia. Il sottinteso patriottico di questo giovamento, che pure circola abbondantemente per l'opera, non lascia mai trasparire l'intenzione recondita di strumentalizzare in alcun modo la scelta proposta alla Chiesa, tanto questa è pervasa del Sensus Ecclesiae. Nel tempo stesso, si coglie nelle pagine rosminiane, l'intuito sicuro dell'utile deri­vante all'Italia, per logica concatenazione di conseguenze, dall'indirizzo raccoman­dato alla Chiesa,
Le raccomandava un'impostazione reciprocamente liberante dei rapporti col mondo, tale da sciogliere quella matassa, ormai per lei dannosa, dopo esser stata utile per permeare il mondo del Cristo, di polìtica e religione, di spirituale e tem­porale, di universalità e particolarismi, che risaliva al feudalesimo medioevale, si complicava col giurisdizionaliemo moderno e si ribadiva con la Restaurazione.
Questo scioglimento di legami, restituendo autonomia e purezza alla Chiesa, perché, in effetti, si ritemprasse in vista di una nuova grande azione nel mondo, avrebbe anche agevolato il processo verso l'indipendenza italiana, diretto, come era, specialmente contro l'Austria, che, dal canto suo, ben si accorse della perico­losità del Rosmini.
Sussisteva, per altro verso, in lui, e lo differenziava dall'amico Manzoni un residuo di temporalismo: criticali i legami della Chiesa con gli Stati, egli lasciava, infatti, alia Chiesa l'opportunità di conservare il suo Stato al centro d'Italia come proprio centro tangibile e supporto fisico alla sua spiritualità. Ma anche tale tempo­ralismo portava acqua al mulino risorgimentale, naturalmente ad nn Risorgimento moderato e cattolico, in quanto il papa doveva, come prìncipe temporale, secondo il Rosmini, accettare e sviluppare la logica politica che questo suo possesso mate-