Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DELLA SEGRETERIA DI STATO DEI BORBONI DI NAPOLI
anno
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1967
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472
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Libri e periodici
sotto il profilo di tuia patriottica generosità di intendimenti o nel senso relativo elio può aver la parola per un esponente ecclesiastico dell'Ottocento. Una lettura approfondita delle Cinque piaghe rivela che il concetto rosmlniano della libertà è tuùla-:terale, consistendo nella liberazione della Chiesa dalle pastoie del mondo per una sua rinnovata supremazia in altri termini e nei modi più adeguati alla realtà moderna. La libertà degli altri, pietra di paragone dell'autentico liberalismo, era lo scambio disimpegnante con le forze del mondo, che la Chiesa stessa avrebbe dovuto concedere per ritemprarsi nel distacco, e non poggiava in Rosmini su un principio ideologico di valore universale. Non vi poggiava per il semplice fatto che l'universale per lui s'identificava con la Chiesa e strumentalizzare la libertà a questa significava perciò stesso per lui compiere il massimo sforzo di universalizzazione del concetto di libertà.
Non si vuole con ciò sminuire affatto il Rosmini, ma, coerentemente con l'inizio di questa recensione, caratterizzarlo come un genio della Chiesa: quel che di buono o di progressivo ha potuto prospettare per il resto del mondo, compresi l'Italia e il Risorgimento, è tutto un riflesso discendente da una salda, illuminata, duttile e complessa concezione ecclesiastica;
Quanto alla presente edizione, pare certamente ben curata e meritevole, anche se ai può sottoscrivere l'osservazione di Alberto Pincherle circa l'esigenza di un maggior lavoro esplicativo nelle tante specialistiche citazioni del corredo di note stilate dall'autore.1)
È da segnalare l'appendice con le tre lettere del Rosmini sopra le elezioni vescovili a clero e popolo, cioè sul punto più contrastato dell'opera. Si coglie in quelle lettere l'abilità del ripiegamento difensivo del pensatore di fronte alle incipienti accuse degli avversari, in realtà prevenute già nel corso dell'opera stessa con sapienti addentellati per l'eventuale giustificazione da compiere; ma non era quella soltanto tattica di polemista, bensì elastica prontezza a rinsaldare, obbediente, i contatti con un fronte che non intendeva rompere. Né l'umiltà, né la prontezza a ritrattare furono però sufficienti: ormai Pio IX, che già lo aveva quasi designato cardinale, cadde definitivamente in Gaeta sotto l'influenza dell'AntoneUi e della corrente reazionaria, che, ravvisando in Rosmini il principale nemico, approntarono i loro strali soprattutto sulle Cinque piaghe, riuscendo a farle condannare. Infierì contro il libro in particolare l'oratoriano A. Theiner, cui pare si facesse sperare hi porpora già promessa al Rosmini. Solo la comprensione per una grande fede nella missione provvidenziale della Chiesa cattolica, al di sopra dei suoi stessi errori, può far capire come il Rosmini abbia potuto sopportare in silenzio riverente la sopraffazione quand'era cosi pieno di idee e cosi pronto ai più appassionati interventi. Tornò alla sua vita ascetica, per la quale aveva in serbo tutta un'altra componente, fatta di preghiera e pensiero, della sua poliedrica personalità. E poliedricamente vasta, più che mai interessante dopo quasi un secolo e mezzo,2) è quest'opera, le Cinque piaghe della Santa Chiesa, di cai si è appena toccato qualche aspètto saliente.
BRUITO DI PORTO
La campagna del 1866 nei documenti militari austriaci. Le operazioni navali, a cura di ANCELO Fiurtmi; Padova, Università degli studi, 1966, in 8, pp. XVI-321. S.p.
Questa bella edizione merita veramente un posto d'onore fra le varie pubblicazioni uscite in occasione del centenario del Sessantoseì, sia per il contenuto dei documenti pubblicati, sia per la perfetta presentazione, eseguita con il più
1) Lo Iia fatto presente in un recente convegno indetto dalla rivista HumanUas e diretto dolio stesso curatore dell'edizione. Vedi HumanUas, a. XXI (1966), n. 11.
2) L'opera, pubblicata nel 1848, fu composta nel 183243.