Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DELLA SEGRETERIA DI STATO DEI BORBONI DI NAPOLI
anno <1967>   pagina <483>
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Libri e periodici
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(e qui cade acconcio incordare lu relazione Francovich, la più disinteressatamente impegnata in senso scientifico, benemerita nell'insistenza sagli Illuminali come ma­trice del settarismo ottocentesco, ma poi forse forzante a sinistra la loro interpreta­zione, scavalcando quei nomi di Pagano e Condorcet che ne segnano in certa guisa i limiti ideologici, porgendo la mano a Mazzini, a Pisacane, e rotti travolgendo nel vortice del socialismo, il che appare quanto meno bisognevole di molte correzioni e precisazioni) il retroterra di cui i socialisti si son sentiti eredi ed interpreti è stato quello delineato da Masini, i ribelli, gli spostati , i vecchi artigiani ed i giovani intellettuali, certi filoni della democrazia lombarda, certe estreme propaggini giaco bine nel Mezzogiorno, frange del giornalismo, del garibaldismo, e cosi via. Un mondo di minoranza e di protesta, insomma, dalla carica eversiva e volontaristica fortissima, che è poi quello, in buona sostanza, da cui è sgorgato l'individuo Mussolini. Questa e la componente preponderante, se non altro, del socialismo italiano, quella in cui esso si riconoscerà più volentieri, fino agli spasimi massimalisti. Ed è eertamente le cito, in sede storica, porsi il quesito sul carattere non diciamo marxista, per non fare i bigotti dell'ipse dixit anche noi, ma seriamente, costrutti vomente socialista, classista, operaio, di tale tendenza politica. Ecco il gran merito della relazione Manacorda, aver cioè concretizzato e storicizzalo il contrasto tra Turati e Labriola come un conflitto tra due politiche, e non come un'incomprensione assurda tra la pratica e la dottrina. La fondazione di un distinto partito politico socialista nella plenitudo tempori* di fine Ottocento sottolinea l'intuito e la fermezza di leader del Turati: ma che questo partito, esauritasi la parentesi liberale dell'ostruzionismo, fosse abborracciato, asfit­tico, incapace di pensare, votato al parassitismo ed al sabotaggio ad un tempo sotto il profilo politico, senza altro sbocco che non fosse quello meramente amministra rivo e cooperativistico (del tutto distinto ed autonomo, peraltro; Bono le leghe che aderi­scono al partito, non è il partito che suscita le leghe: si ricordino gli amori tramonti di Vezzuni, di Bernardi e di tanti altri), tutto ciò sembra altrettanto innegabile, e pone Botto luce ben più concreta le preoccupazioni del dottrinario Labriola. Su questi problemi di cultura e d'ideologia, dove il partito socialista si dilacera e perde il passo sempre più caoticamente quanto più crescono le sue fortune organizzative, avremmo amato udire l'avviso del Valiani, al di là delle sue sempre fini e dottissime impostazioni democratiche, d'un politicismo, peraltro, che sfiora talora il vhrtuosistico. Ma la cultura socialista non era all'ordine del giorno, lo stesso relatore Basso (assente) doveva parlare dell'ideologia tra le due guerre, fornire cioè una propria testimonianza di generazione, lasciando indietro trent'anni, di storia socialista. Si sa, i socialisti hanno tendenza a farsi catechizzare dai loro avversari.; quando hanno fatto da sé, per tren­t'anni, appunto, fino a Mondolfo, non si son mossi da Spencer: e se c'è qualcuno oggi, magari un comunista, che si rifa a De Sanctis, a Croce, non sarà egli forse un sabotatore della gran causa rivoluzionaria che i socialisti hanno saputo amministrare così bene fino alla marcia su Roma?
RAFFAELE COLAPIETRA
CESARE BATTISTI., Scrìtti politici e sodali; Firenze, La Nuova Italia, 1966, in 8, pp. XLVI-612. L. 5.000.
CESARE BATTISTI, Epistolario; Firenze, La Nuovo Italia, 1966, voi. 2, in 8", pp. LVI-434, 534. L> 8.000.
<All'impresa generosa de "La Nuova Italia'* che rende omaggio a Cesare Battisti nel cinquantenario della morte con questa ricca documentaria edizione, andrà cèrto la riconoscenza di tulli gli Italiani, che ne traggono arricchito il loro patri­monio storico, culturale, amano . Cosi afferma Livia Battisti nella1 Presentazione