Rassegna storica del Risorgimento
UMBRIA ; ROMAGNA ; CIRCOLI COSTITUZIONALI ; CISALPINA (REPUBBLI
anno
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1919
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pagina
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414
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4M
Merino Bianchi
Certo gli ecclesiastici venivano in ciò inooraggiati anche dal contegno di taluno alte cariche ecclesiastiche, le quali, in generale ostili ai francesi, come nelle prime pagine di questo studio si è rilevato, non mancavano pure in qualche luogo, sia per sincero sentimento) sia per senso di opportunità, di essere loro favorevoli: ricordiamo l'Omelia del card. Ohiaramonti, vescovo d'Imola, poi Pio VII, in occasione del Natale 1796, e le pastorali e le orazioni pubblicate dall'arcivescovo di Urbino., Berioli, in lode del governo repubblicano (1).
A Bologna infine gli stessi ordinamenti del circolo disponevano il libero ingresso ;agli ecclesiastici, vedi copia degli ordinamenti in appendice art. 8, di cui si desiderava e favoriva l'intervento. Nel 7 nevoso - togliamo sempre dal Giornale democratico - il Mac-chiavelli, dell'ordine degli Zoccolanti, fece un colorito quadro sull'oppressione del passato governo. Nella seduta del 27 piovoso il Morandi, parroco di S. Sebastiano (che come scrive lo stesso giornale, parlò dure verità nel circolo democratico) si intrattenne lungamente sulla doverosa pietà verso i poveri che chiamò gli individui più rispettatili della società; e tanto fa persuasivo ed efficace che il suo discorso commosse tutti.
Non mancarono ecclesiastici che a materia dei loro discorsi, e quantunque le regole del circolo lo vietassero (vedi art. XVIII), elegessero materie religiose, e i rapporti del popolo e del clero con la Corte di Roma. Francamente su tale argomento parlò il Corsini, ecclesiastico (21 ventoso), trattando del valore reale delle scomuniche e concludendo essere necessario che cada il governo di Roma perchè nelle sue rovine si seppelliscono la superstizione e l'ignoranza Non meno liberale fu la parola del carmelitano Morii (18 ventoso,) che invocò la'oàvoluzione degli spiriti dopo la rivoluzione nei poteri politici: e in altra seduta (22 nevoso,) invitò tutti ad amare veracemente la Patria.
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Come tutto il giacobinismo italiano, sicoome più volte è stato rilevato, risentiva, anche se in proporzioni ridotte e con adattamento alla mite natura italiana, l'influsso della Francia (2), cosi
(1) V. (ÌBAVAXI G., Urbino e Usuo territorio nel perìodo francese, paryeS (2; Vedi: su questo putito, fogli altri "E. MASI - ParruccJie e sanculotti -p. 302.