Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA; TREVELYAN GEORGE MACAULAY
anno <1967>   pagina <513>
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Da bambino la sua occupazione preferita era stata quella di giocare per ore con soldatini di piombo dì fabbricandone tedesca: secondo quanto afferma lui stesso nella sua succosa Autobiografia,x) questa passione a bel­licistica durò fino al raggiungimento dell'età adulta, ed anzi produsse un effetto decisamente positivo. <c This imaginalive and scientific game of ' sol-diers ', to which I devoted so many hours during some twenty years of my life, was, I expeci, one reason why X afterwards enjoyed studying and describi ng the campaigns and baltles, in my hi slori es of Garibaldi and Marlborough ,2* scriveva nel 1949 lo storico ormai vecchio e famoso, rie­vocando i suoi anni giovanili con lo stesso sereno rimpianto con cui Car­ducci aveva ricordato le sassate lanciate ai cipressi di San Guido.
Politicamente il Trevelyan aveva ereditato dal prozio e dal padre la fede nel liberalismo dei democratici whigs. (<r The last and not the least of the great Englisb. liberai hislorians of the Whig tradìtion ,a> cosi lo defi­nisce il Carr) e, insieme, tutte le implicazioni teoriche che tale credo sup­poneva nel campo della storiografia: naturalmente, però, nella valutazione della sua opera storica non saranno da sottovalutare i progressi fatti dalle dottrine storiche in Inghilterra sul finire del secolo XIX.
Il padre, Sìr George Otto, nel 1867 si era messo in viaggio per l'Italia per unirsi ad un corpo di volontari garibaldini, ma era giunto dopo Mentana; è probabile che il primo a parlare al piccolo George di un Italiano che con le sue imprese aveva suscitato l'interesse di mezza Europa sia stato proprio il padre: There was no one like him to make history vivid to boys .4)
Nel 1899 il Trevelyan pubblicava la sua prima opera, England in the age of Wycliffe* H 1895 era stato invece l'anno del primo viaggio in Ita­lia, presto seguito da altri: la penisola fu percorsa in lungo e in largo da questo giovanotto capace di fare a piedi quaranta miglia in un giorno; più che di viaggi, si dovette trattare di pellegrinaggi, che il Trevelyan ve­niva in Italia Con l'animo sin troppo reverente di chi crede di risalire di­rettamente alle fonti del sapere umano. Iniziato nel 1906, cinque anni dopo il ciclo su Garibaldi era compiuto, al termine di un lavoro di ricerca minuzioso, ma reso sopportabile dall'amore che il materiale preso in esame dovette ispirare allo storico.
Poi venne la Grande Guerra, e il Trevelyan tornò in Italia; questa volta si fermò sulle Alpi, non in veste di combattente, ma come coman­dante di un'unità di pronto soccorso: anche questa risultò, compatibilmente con la natura dei tempi, un'esperienza gradita, e fu rivissuta più lardi nelle pagine di un libro, Scene* front Italy's war.
i) G. M. TaevÈtYAN, An hittobUtgniphy and other casuys, London, 2949.
2) Ibidem, p. 4.
) E, H. CARR, tPhnt in history?, London* 1961, p. 17.
*) G M. TaevBLYAH, An autobiogrnfiìiy Ut* n, 12.