Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA GRAN BRETAGNA; TREVELYAN GEORGE MACAULAY
anno
<
1967
>
pagina
<
518
>
513 Giuseppe Monsugruii
il primo omaggio reso ad uno straniero ohe nei corso del secolo la stampa inglese aveva già presentato come un eroe leggendario. Il Trevelyan stesso ricorda nella prefazione che il libro, vedendo casualmente la luce proprio nell'anno del centenario delia nascita del suo protagonista, voleva presentare nella giusta prospettiva alle nuove generazioni un uomo al quale nel 1864 Londra aveva decretato il trionfo. È a quei giorni del 1864 che risale l'origine del mito garibaldino, e il Trevelyan lega con un filo quella data all'epoca in cui egli scrive.
Lo storico aveva compiuto per questo libro le sue prime ricerche al British Museum e alla London Library, quindi si era spostato in Italia per ritrovare opuscoli, manoscritti e, se possibile, testimonianze dirette; e in Italia aveva ripercorso l'itinerario della ritirata di Garibaldi da Roma, con l'intenzione tipicamente letteraria non di precisare o di meglio documentare le sue affermazioni, bensì di rivedere i luoghi già teatro di eventi storici, con lo scopo di fare appello alla sua esperienza umana per ricostruire psicologicamente, dall'interno, il clima eroico del viaggio.
In nessun altro libro, come in questo, il Trevelyan correrà dietro al facile effetto letterario, al punto da risultare alla lunga fastidioso: spesso Fautore non riesce a partecipare al lettore la sua commozione, ed il libro si sblocca solo quando vi si parla delle condizioni dello Stato pontificio nel 1848 e dello svolgersi della guerra fino al 1849, per ricadere nell'effettismo delle ultime pagine, traboccanti di patetica angoscia per la morte di Anita, pur se spesso sostenute dal mordente di un ritmo decisamente drammatico.
Il primo volume della trilogia garibaldina, afferma l'autore, took the public fancy as much as I had hoped, and more : J) pure, i suoi difetti da un punto di vista critico-storico erano notevoli, ed erano poi i difetti tradizionali della storiografia tvhig: rifiuto di concepire una storia che non fosse quella, costituzionalissima, dell'Inghilterra, certezza di essere nel giusto, incapacità di interpretare e capire senza necessariamente giudicare. Tali mancanze l'autore riusciva non di rado a celare dietro il velo di una solida ricostruzione degli eventi, ricostruzione che nella Garibaldi's defence, inizialmente condotta secondo Io stile delle vite romanzate e con un linguaggio più adatto alla favola che non ad una ricostruzione critica, si faceva sempre più precisa e puntuale a mano a mano che il popolare condottiero veniva costruendo la sua gloria. Strano a dirsi, i motivi del miglioramento stilistico apparivano gli stessi dell'imperfezione storiografica, che, con l'entrata in scena del Papa e dei Francesi, la narrazione usciva dalla vaghezza propria dell'avventuroso; ma al contempo l'autore non poteva fare a meno di guidare la sua crociata di uomo libero contro genie che alla libertà aveva anteposto le necessità dell'assolutismo e, ad esempio, inveiva
?P Si ggjt- TftKWfcYABf, /rfis ontobiogrnithy dt p. 82,