Rassegna storica del Risorgimento

VIAGGIATORI AMERICANI ITALIA 1834-1883
anno <1967>   pagina <528>
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Howard li. MOTTÙTO
religiosi non sempre si comportavano secondo la morale e secondo i loro doveri religiosi . Poneva in rilievo, infatti, che essi complottavano con 1 Austria contro il popolo e impiegavano la loro immensa fortuna di ben due milioni per sostenere le spese di intriganti politici e traditori.
In un'altra lettera, datata da Genova, 1*11 aprile 1852,1) lo stesso corri­spondente descrìveva la celebrazione tenuta una settimana innanzi a Nizza, allora parte del regno di Sardegna dell'anniversario della Costituzione. Mentre nella città tutto era giubilo e allegria, si udivano dalle alture, giù giù fino al porto, grida di Viva la libertà >, Viva l'Italia , e Viva il Re costi­tuzionale, e lo scrittore additava in contrasto la Francia, che descriveva triste, incatenata, schiava e, da grande nazione, caduta nella più bassa abiezione poli­tica. Ancora in un'altra lettera da Torino, datata il 14 aprile 1852,-) lo stesso giornalista descriveva ima pubblica mostra di bozzetti per un monumento che si voleva erigere dai Piemontesi in memoria del defunto, sfortunato re Carlo Alberto. Dopo dieci anni di assenza, lo scrittore constatava che l'è ele­gante città di Torino era ora rivestita tutta a nuovo; era cresciuta di popola­zione e di edifici con la stessa rapidità di una città commerciale degli Stati Uniti, e attribuiva la causa di questo progresso alla politica liberale del go­verno e alla saggezza del popolo, che aveva sostenuto la costituzione contro minacce e intrighi di nemici stranieri. A quel tempo egli affermava vi erano nel regno non meno di 35.000 esuli politici dalle varie parti della Peni­sola, includendo nel numero molte famiglie facoltose. E faceva osservare che il ministro americano a Torino, Mr. William B. Kinney,8) era molto popo­lare , quantunque i funzionari si lamentassero della sua completa ignoranza della lingua italiana . Il corrispondente aveva conosciuto, a un ricevimento diplomatico, il Cavour, allora ministro delle Finanze. Aveva osservato che egli parlava inglese molto speditamente , che conosceva a fondo gli Stati Uniti e godeva, nei circoli europei, della fama di un grande statista . Seguace della politica di libero scambio, il Cavour gli aveva espresso il suo caldo desiderio che il governo degli Stati Uniti concedesse alla Società Livingston Wells, C. di New York lo stesso contributo concesso dal Governo sardo, di 50,000 dollari l'anno, per stabilire una linea di navigazione a vapore tra New York e Genova. Questo , aveva detto il ministro, aumenterebbe gli interessi commerciali di tulli e due i paesi e avvicinerebbe la patria di Colombo a quello di Washing­ton . ''' In un'altra lettera spedita da Torino, il 28 giugno 1852, ") lo stesso pubblicista poneva ancora in rilievo l'importanza delle riforme che si anda­vano discutendo al Parlamento sardo. E riferendosi sia alla rete delle nuove ferrovie progettate e approvate, sia alla posizione presa dal Re e dal Parla­mento nel conflitto religioso con la Santa Sede, concludeva che il regno di Sardegna era destinato a diventare un modello per l'Europa continentale.
i) Daily Times, New York, 29 aprile, 1852, lt
2> Dalfy Time, New York, 4 mnggio, III52: 4:1,
*) IT* R. MAMUHO, Willium li univi Kiwutfs Mission io tiie Kinitdom of Sardinia (I850<3)t in New Jersey HUtorical Society Praceedings, ottobre 1946, pp. 3-31,
*) Questo ed altri tentativi mnjccsaiyi di croate una linea di navigatone vapore tra New York e Genova, non riuscirono s isolo nel 1853 il Senato degli Stati Uniti e lì Parlamento italiano raggiunsero un accordo per la formazione di una sodata di navigazione transatlantica? Cfr. HOWARD R. MAIUMRO, Uatians in New York in the eigAteen-Ff/rte, io /Ve<> York Hlstory, aprUedugllo 1949, pp. 35-39.
6) Daily Times, New York, 19 luglio 1852: 1:3.