Rassegna storica del Risorgimento
VIAGGIATORI AMERICANI ITALIA 1834-1883
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1967
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Howard R. Marraro
nìtà. Un tal sistema ili oppressione egli aggiungeva mascherato col nome più sacro, poteva solo trovar sostegno nella ignoranza continua e nella cieca superstizione. Sapienza * "Verità - Ragione queste sono le fortezze che la libertà erige per difendere dagli usurpatori ì suoi domini .
Quantunque il mite, dolce clima dell'Italia, il ricco sole e l'aria balsamica, incantassero il viaggiatore per un certo tempo e gli facessero desiderare il trascorrere tutta la vita in mezzo a tante bellezze, il paese esercita, secondo il Taylor, un influsso snervante su coloro che vi erano nati. Il clima toglie al* l'animo ed al corpo ogni energia e dispone a sognare in pigrizia. Non tenendo conto dell'ardimento mostrato da coloro che facevan per la libertà guerra ad oppressori e tiranni, il Taylor osservava che gli Italiani come razza erano indolenti ed effeminali. Della dignità morale dell'umana natura hanno poca idea .
Quelli che esercitavano un qualche mestiere o una professione gli apparivano privi anche della più comune onestà, tessendo inganni e frodi di ogni specie, senza veli e senza vergogna. La morale era più avvilita che in qualunque altro paese d'Europa; quel poco di virtù che vi si poteva trovare, era tra la gente in campagna. Molti dei più sacri doveri sociali venivano generalmente violati e, per naturale conseguenza, la gente era quasi del tutto ignara di quella felicità domestica che è la vera gioia della vita. Il Taylor credeva che quest'ombra cupa nell'atmosfera morale italiana pesasse come una maledizione sulla sua bella terra . concludendo che nessun popolo che non fosse virtuoso, poteva mai diventare veramente grande o libero. Se l'anima aspirava a libertà pura e perfetta libertà essa fidava anche in tutto ciò che fosse nobile per Verità, in tutto ciò che fosse sacro per Virtù . C'era da temere, che tutti i tentativi nervosi e impazienti che erano stati fatti e tuttora si facevano dagli Italiani per migliorare la propria condizione, sarebbero stati di poco giovamento finché essi non si fossero proposti individualmente di seguire migliori principi e non avessero migliorato il loro modo di vivere.
In occasione della seconda visita, nel 1856, il quadro era meno pessimistico. Lo scrittore osservava molti segni incoraggianti di progresso in Europa, ma nessuno tanto incoraggiante, quanto quelli riscontrati nel regno di Sardegna. Vi erano stati molti mutamenti nel paese negli undici anni trascorsi dal prece* dente viaggio: allora, nel 1845, il regno di Sardegna era appena appena più. progredito della Toscana e il suo progresso materiale sembrava essersi arrestato. Ma invece, nel 1856, circa 500 miglia di strade ferrate erano in funzione, il commercio era raddoppiato, l'industria aveva fatto grandi passi, l'agricoltura era notevolmente migliorala e a coronamento di tutto il paese aveva una costituzione liberale, un governo illuminato od energico, un popolo felice aperto alla speranza del meglio. Da Genova a Torino, lungo hi vecchia strada polve* rosa già percorsa nel 1845, attraverso villaggi sonnacchiosi, tutto ora, nel 1856, era attività e animazione. Si eran costruite nuovo cose, messi a coltura nuovi campi, nude balze montane erano state sistemate a terrazza e coltivate a vigneti, nuovi mulini si levavano sai corsi d'acqua per l'innanzi non sfruttati, la popò* fazione era all'opera in ogni angolo del paese. Il Piemonte, risparmiatore e in* dustrìoso, aveva offerto un nobile esempio agli altri Stati italiani, e il suo buon successo - concludeva il Taylor - - offriva il più sicuro fondamento per la futura indipendenza dell'Italia.1)
> BAYARH TAYMIU, AI II inno, unii A limati: A Sitateli Book ifj' Ufo, Seùnery and A/art, New York, G. P. Pataftm 1860 J p. 811